La Cgil porta la crisi in piazza

Appuntamento a Roma. La manifestazione si conclude a piazza del Popolo. Il sindacato chiede misure a tutela del lavoro. “La ripresa sarà lunga e difficile”. E il governo pensa a incoraggiare l’evasione fiscale

Sabato 14 novembre i volti del lavoro e della crisi economica scendono in piazza con la Cgil, a Roma. Una manifestazione indetta per forzare la mano del governo, finora poco meno che inerte di fronte alla recessione, alla chiusura di aziende e all’incendio di migliaia di posti di lavoro. La confederazione vuole sottolineare il fatto che “il peggio della crisi non è affatto alle nostre spalle, come sanno bene i lavoratori e i territori che ne sono pesantemente colpiti”. E “che la ripresa sarà lunga e difficile”. La Cgil chiede, tra le altre cose, al governo interventi adeguati e urgenti sugli ammortizzatori sociali, estendendoli a chi oggi non ne usufruisce e ampliando la cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane. Tra le richieste del sindacato, anche il prolungamento dell'indennità di disoccupazione e la riduzione immediata delle tasse su lavoro e pensioni.

L’appuntamento è a Piazza della Repubblica alle ore 14: da lì parte il corteo per transitare in via Emanuele Orlando, largo Santa Susanna, via Barberini, piazza Barberini, via Sistina, piazza Trinità dei Monti, viale Trinità dei Monti e via Gabriele D`Annunzio e arriverà in piazza del Popolo, dove è previsto il comizio di Guglielmo Epifani insieme agli interventi di sei lavoratori dalle aziende in crisi. A Roma sono attesi 3 treni speciali e 750 pullman.

“I dati diffusi in queste settimane indicano quanto sia pesante per larghe fasce di popolazione la crisi in atto”, ha detto la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso. “Il nostro timore - aggiunge - è che questo governo lasci fare alla crisi. Poi ci sono provvedimenti, come lo scudo fiscale, che incoraggiano l'evasione e che ripropongono il tema della responsabilità civile di fronte al fisco”.

“Portiamo a Roma le facce, i volti della crisi. Vogliamo che il paese abbia la percezione del dramma dei disoccupati, dei licenziati, dei cassintegrati, dei precari”, così invece Epifani in un’intervista a Rassegna. “Vogliamo anche – prosegue Epifani - che siano stabilite le priorità e sia evitato al paese lo stillicidio di misure inefficaci o inutili, che si ponga fine all’approssimazione. Vogliamo anche che i principi della democrazia e del pluralismo condizionino i comportamenti di chi firma i contratti contro la volontà della maggioranza dei lavoratori”.

Tra le adesioni alla manifestazione, si registrano quelle degli studenti medi: “Domani parteciperemo alla manifestazione nazionale indetta dalla Cgil per chiedere un mercato del lavoro diverso, contro la precarietà e contro il disegno del governo che vuole approfittare della crisi per trasformare i diritti in privilegi”. Quella di Enrico Letta, vicesegretario del partito Democratico. Quella dell’Italia dei Valori: che sarà in piazza, ha detto Antonio Di Pietro, “condividendo l'allarme e la richiesta che il sindacato rivolge al governo perché si attivi a rispondere, finalmente, in modo determinato alla drammatica situazione che il paese sta vivendo”. Quella del Pdci, che ha annunciato la sua partecipazione.

13/11/2009


Fonte: rassegna.it

 

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