Al congresso Cgil Emilia Romagna si parla di green economy
Il nuovo Piano Territoriale Regionale può essere un punto di svolta, candidando l’Emilia Romagna come laboratorio italiano della green. Una straordinaria contrattazione diffusa, con oltre
10.000 accordi aziendali, ha riguardato circa 150.000 lavoratori
di Enrico Galantini
Riccione - “Una regione che promuove l’uguaglianza”. È questa la parola d’ordine del 10° congresso della Cgil dell’Emilia-Romagna ed è proprio da un “discorso sull’uguaglianza” che ha preso avvio
la relazione presentata questa mattina dal leader regionale Danilo Barbi al Palacongressi di Riccione, davanti a una platea di 710 delegati, di cui circa 300 donne, presenti anche i segretari di
Cisl e Uil regionali, il presidente della regione, Vasco Errani e, per la segreteria della Cgil nazionale, Guglielmo Epifani, Enrico Panini e Nicoletta Rocchi.
Per uscire dalla crisi non basta, ha detto Barbi, anche se è necessario, dare regole alla finanza mondiale. Occorre delineare un nuovo modello di sviluppo, non più basato su “meno salari e più
profitti”, ma su una nuova idea dell’economia e della società, che dia risposte moderne ad una questione antica: non solo come e perché produrre, ma anche cosa. Con un ritorno alla’eguaglianza,
alla redistribuzione della ricchezza, a una società più umana, con un sistema produttivo amico della natura. E’ qui che Barbi ha collocato il ragionamento sulla green economy, una proposta
sull’energia rinnovabile e il rispetto ambientale, ma soprattutto come nuova prospettiva neo-industriale.
Altro tema caldo affrontato nella relazione, quello dell’unità sindacale. Rivolto a Cisl e Uil Barbi ha rilanciato: “la Cgil sa che l’unità fra le confederazioni è la forza maggiore per i
lavoratori e i pensionati e crede nel valore del pluralismo sindacale. Ma il punto più critico dei nostri rapporti sindacali non è nel confronto fra modelli sindacali diversi, che c’è sempre
stato, quanto nel fatto che si accetti che Governo e Parlamento sostengano la propria idea di sindacato. Così è stato nell’accordo separato sulle regole contrattuali, così è stato nella
legislazione sugli Enti bilaterali di origine contrattuale.” Certificazione della rappresentatività, legge sulla rappresentanza, voto ai lavoratori in caso di mancato accordo sui contratti, sono
i punti che la Cgil ripropone al confronto con Cisl e Uil.
Venendo alla tematiche più regionali, Barbi ha ricordato come al precedente Congresso regionale la Cgil indicò la necessità di una nuova stagione di programmazione democratica. Qualche risposta è
arrivata: la costituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza (415 milioni di euro anche per il 2010); il “Patto per attraversare la crisi”, con il quale si è contrastata la pressione
sociale pesante registrata in regione: 31.000 lavoratori nelle liste di mobilità (di cui 24.000 dalle piccole imprese) nel 2009 rispetto ai 16.000 nel 2008, 109.000 domande di disoccupazione
rispetto alle 58.000 del 2008; circa 25.000 posti di lavoro persi, soprattutto nel lavoro precario. Ma si è prodotta anche una straordinaria contrattazione diffusa, con oltre 10.000 accordi
aziendali che riguardano, fra cassa integrazione ordinaria, speciale e in deroga, circa 150.000 lavoratori. Si calcola che tutto questo abbia salvato 40.000 posti di lavoro in Emilia Romagna.
Un’altra risposta positiva – ha detto il segretario della Cgil emiliana, viene dal nuovo Piano Territoriale Regionale, che può essere un punto di svolta per il futuro, candidando l’Emilia Romagna
come laboratorio italiano della green.
Sull’andamento del congresso nella regione, Barbi ha sottolineato come la campagna congressuale sia stata un grande fatto democratico, che ha visto il pronunciamento di 185.345 iscritti e un
risultato netto. E ha posto innanzitutto al Congresso la questione del “riconoscimento politico come unico modo per avere rispetto di tutti i pronunciamenti e per ricercare, nella chiarezza, la
gestione più ampia possibile della Cgil in futuro,”, perché un sindacato confederale deve garantire eguale rispetto ed eguale dignità a tutti i suoi componenti.
18/03/2010
Fonte: rassegna.it










