Contratto Separato > Confcommercio
Dichiarazione Corraini 22-7-2008
Segretario Generale FILCAMS CGIL
Accordo separato, ecco perché la Filcams CGIL non ha firmato
Lo scorso 18 luglio è stato raggiunto un accordo separato per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro terziario, distribuzione e servizi. L'intesa è stata sottoscritta da Confcommercio insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, dopo 18 mesi di trattative. Il contratto interessa quasi due milioni di lavoratori.
di Ivano Corraini, segretario generale Filcams Cgil
Per la prima volta, spezzando una lunghissima tradizione di relazioni unitarie, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno firmato separatamente il contratto più rilevante del settore, quello del terziario,
con modalità che hanno dell’incredibile. È un fatto gravissimo, irresponsabile, che avrà conseguenze negative nei rapporti tra le organizzazioni e aprirà lacerazioni difficilmente recuperabili tra
gli stessi lavoratori. La gravità non sta solo nell’atto politico compiuto ma anche nel merito. La Filcams aveva chiesto 10 giorni di tempo per consultare i propri iscritti, dopo aver inutilmente
chiesto di farlo unitariamente, in merito a due questioni rilevanti, sulle quali Confcommercio, con il consenso di Fisascat e Uiltucs, aveva dichiarato l’immodificabilità dei testi presentati e sui
quali la Filcams aveva espresso la sua netta contrarietà.
Si tratta del lavoro domenicale e dell’orario di lavoro degli apprendisti. Sul primo punto, il testo presenta una soluzione che va nella direzione contraria a quanto richiesto in piattaforma, in
quanto introduce surrettiziamente il lavoro domenicale come orario di lavoro normale e obbligatorio, con la conferma certo di una maggiorazione del 30 per cento che però diventa “omnicomprensiva” e
“non cumulabile”, cancellando con un semplice tratto di penna anni di rivendicazioni.
La gravità sta soprattutto nel fatto che ciò viene fatto con una norma imperativa nazionale. Si sottrae la materia alla contrattazione di secondo livello, luogo da sempre deputato a ciò e in cui è
possibile coniugare la necessità del lavoro a fronte delle aperture domenicali con la disponibilità dei lavoratori, negoziando il grande tema che è il cuore della contrattazione di secondo livello,
cioè l’organizzazione del lavoro; includendo gli addetti che sono stati assunti con il lavoro obbligatorio alla domenica, realizzando contropartite economiche alla flessibilità e alla disponibilità
rilevanti, ben oltre quel 30 per cento. A nulla vale che nel testo siano previsti 4 mesi per svolgere la contrattazione di secondo livello se poi alle imprese il contratto nazionale offre in via
definitiva un approdo di così basso costo e così vincolante per il lavoratore. E non sono nemmeno al riparo le contrattazioni realizzate, nonostante i ripetuti richiami al loro mantenimento, visto
che Confcommercio si è rifiutata di far riferimento agli accordi di secondo livello non solo futuri ma anche vigenti.
La seconda questione riguarda il fatto che la Filcams non vuole essere complice di un’ingiustizia realizzata con modalità normative paradossali. Secondo il contratto firmato, fatte salve le ex
festività, i nuovi apprendisti godranno del 50 per cento dei permessi retribuiti (dopo due anni) e per intero solo dopo due anni e se saranno confermati al lavoro (l’esempio si riferisce a un
apprendistato di 4 anni). L’ingiustizia è doppia: tra apprendisti nuovi e vecchi e tra lavoratori qualificati e apprendisti i quali, contrariamente alla storia dei rapporti di lavoro e al buon senso,
avranno un orario di lavoro più lungo. Gli stessi nuovi apprendisti saranno “diversi” tra loro in rapporto ai diversi regimi di orario applicati e chi avrà un regime settimanale più lungo, per
esempio 40 ore, perderà di più. Davvero un “capolavoro”.
Prima della pausa estiva la Filcams svolgerà attivi di delegati e prime assemblee di lavoratori per informali dei fatti e delle proprie opinioni. Il 28 di luglio si svolgerà il comitato direttivo
nazionale, per assumere le determinazioni necessarie che ci impegneranno da settembre in avanti.











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