gio
25
ago
2011
LETTERA DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA FILCAMS MODENA ALLA GAZZETTA DI MODENA: I SINDACI CONTROLLINO GLI OPERATORI DEL TURISMO
Gentile Direttore, ho letto e condiviso gran parte del suo fondo dedicato al ruolo che Sindaci ed Amministrazioni locali dovrebbero avere – e non hanno - nel contrasto all'evasione. Da una decina di anni a questa parte la nostra organizzazione sindacale, assieme ai colleghi di Cisl e Uil di categoria, cerca di evidenziare pubblicamente il gravissimo stato del Turismo nella nostra provincia (bar, alberghi e ristoranti), avanzando concrete proposte di intervento. Si tratta di un settore che occupa a Modena all'incirca 25/30.000 persone, metà delle quali sono in nero; ma anche la metà “in regola” ha gravi problemi, ed il lavoro “grigio” è la costante, come dimostrato dall'inarrestabile crescita dei falsi contratti a chiamata. E' una situazione vergognosa, che penalizza gli operatori onesti, e rispetto alla quale non è sufficiente il pur lodevole impegno degli Enti ispettivi. Un recente studio attribuisce prudenzialmente al settore Turismo, a livello nazionale, 36 miliardi di euro per scontrini e fatture non emesse, pari a 13,5 miliardi di tasse non pagate. A questo va aggiunto il dato del lavoro nero, che secondo l'Istat nel settore raggiunge il 42%, nonché gli effetti del lavoro parzialmente irregolare. Per lo Stato, ad ogni livello, i mancati introiti per tasse e contributi da questo settore si aggirano attorno a cifre non lontane da quelle previste dalla Finanziaria di Ferragosto. Va detto con chiarezza che le maggiori responsabilità di questa situazione non stanno certamente in capo ai Sindaci, ma è anche vero che la diffusa sottovalutazione degli effetti di un settore devastato dal lavoro irregolare vede tra i protagonisti anche gli Amministratori Locali. Non mi riferisco alle parole, od alle dichiarazioni roboanti quanto di circostanza, ma all'assenza di atti concreti. Nemmeno la più elementare delle proposte da noi nel tempo avanzate è stata presa in considerazione. Mi riferisco alla richiesta, facilmente applicabile, di prevedere la restituzione di contributi e sgravi concessi dagli Enti locali da parte di chi si rendesse responsabile di irregolarità nei rapporti di lavoro o evadesse le tasse. In un comunicato stampa dello scorso mese di febbraio (link in calce) chiedevamo di uscire dagli approcci meramente burocratici, prevedendo un maggior ruolo dei Comuni nel contrasto al lavoro nero ed all'evasione fiscale. Chiedevamo di fare terra bruciata attorno ai professionisti del lavoro nero, rendendone pubblici i nomi. Chiedevamo che i Comuni prevedessero la restituzione di contributi e sgravi da parte di chi non rispettava Leggi e contratti. Chiedevamo che venissero sospese le licenze a chi reiterava comportamenti illegali. Sicuramente una piattaforma impegnativa, e non certo coadiuvata dalle normative esistenti, che hanno teso semmai a facilitare il lavoro irregolare e l'evasione. Chiedere un forte cambiamento di segno della normativa nazionale non può però tradursi in attesa ed inazione a livello locale. Certo è più semplice prendersela col ragazzino che beve una birra in piedi alla Pomposa che col noto ristoratore che denuncia un reddito da fame. Forse un moto generale di indignazione contro l'evasione fiscale può quindi essere utile per accompagnare scelte che, mi auguro, prima o poi saranno fatte dai Comuni modenesi.
Grazie per l'attenzione.
Modena, 23 agosto 2011
Marzio Govoni – Segretario Provinciale Filcams CGIL Modena
Comunicato Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil del 8.2.2011











