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2011

SORPRESA NELLA STANGATA DI FERRAGOSTO: PREVISTA LA LIBERALIZZAZIONE TOTALE DEGLI ORARI COMMERCIALI

La manovra di Ferragosto del Governo Berlusconi è socialmente iniqua, colpisce lavoratori e pensionati, taglia lo Stato Sociale, non prevede nulla rispetto all'enorme evasione fiscale ed ignora la diffusa richiesta di introduzione di una patrimoniale che colpisca le grandi ricchezze. I modesti e spesso male indirizzati tagli alla politica non possono nascondere l'enormità di quanto sta accadendo. La CGIL chiede che il testo della manovra venga profondamente cambiato, mettendo in campo tutte le iniziative utili ad ottenere questo obbiettivo, compresa l'ipotesi di uno sciopero generale.

Tra gli effetti poco valutati di quel testo c'è la previsione della totale liberalizzazione degli orari di apertura nel commercio, vantata dal Ministro Brambilla come proprio straordinario risultato.

Già il precedente Decreto del 6 luglio 2011 aveva ambiguamente previsto che nelle Città d'arte fossero tolti tutti i vincoli in materia di orari del Commercio. Molti si erano chiesti quale senso vi fosse nel ribadire norme già esistenti, peraltro in ambito normativo di competenza regionale.

Il 13 agosto tutto è diventato più chiaro. Con un tratto di penna si è cancellato il riferimento alle Città d'arte, estendendo così a tutto il commercio la totale libertà data agli esercenti di determinare gli orari di apertura. Insomma, Campogalliano come Roma e Firenze, gli Ipermercati della periferia come i centri storici turistici.

E' evidente che tale percorso è stato dettato, peraltro pubblicamente, dalla ricchissima associazione della Grande Distribuzione privata, la Federdistribuzione di Cobolli Gigli, associata a Confcommercio. In sostanza, se il decreto fosse approvato, avremmo:

  • nessun limite alle aperture domenicali;
  • nessun limite alle aperture festive, comprese Pasqua, Natale e Ferragosto; 
  • nessun limite all'orario massimo di apertura, che oggi è di 13 ore. Nessun limite quindi agli orari notturni, oltre l'attuale limite delle ore 22.

La liberalizzazione degli orari commerciali avrà effetti depressivi sull'occupazione, portando alla chiusura di migliaia di imprese piccole e medie, per lo più nei centri storici delle città, peggiorando la vivibilità degli stessi. Posti di lavoro recuperati solo in minima parte dalle grandi imprese del settore che potranno permettersi l'estensione degli orari.

Non migliorerà il servizio ai consumatori. La “torta” dei consumi è sempre la stessa, specie in fase di crisi. La liberalizzazione degli orari non determina nuovi consumi, ma trasferisce solo qualche fetta di torta dal piatto dei più deboli a quello dei più forti, favorendo la sola grande Distribuzione.

A ciò si aggiunge la vergognosa abolizione, in questo caso per tutti i lavoratori, delle festività civili del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno, oltre a quella religiosa del Patrono.

La liberalizzazione degli orari si intreccia poi col Contratto separato del Commercio, recentemente siglato dalle sole Cisl e Uil di categoria assieme a Confcommercio e Confesercenti. Contratto separato che prevede l'obbligatorietà del lavoro festivo nel commercio privato, in precedenza facoltativo. L'applicazione di tale accordo agli iscritti Filcams è oggetto di diffida scritta alle imprese del commercio che non hanno sottoscritto accordi correttivi.

Peggioreranno nettamente le condizioni materiali di lavoro di centinaia di migliaia di lavoratrici (la gran parte degli occupati nel commercio sono donne), già oggi impegnate con orari impossibili e magri salari.

Per le lavoratrici ed i lavoratori del commercio inizia una fase di grande mobilitazione e di lotta, per ottenere profonde modifiche ad una Finanziaria iniqua e sbagliata.

 

18 Agosto 2011

 

Fonte: Filcams Modena

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Commenti: 1

  • #1

    Roberto (giovedì, 18 agosto 2011 08:12)

    Siamo nelle mai di una banda di neoliberisti. Il problema è farlo capire alla gran parte dei nostri colleghi e colleghe. Le problematiche già presenti nel nostro settore non interessano minimamente la politica, intenta solo a compiacere chi detta veramente le regole all'interno della casta. Bisognerà combattere con le nostre lance ormai spuntate da tempo, ma combattere!

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