I piccoli centri: status «turistico» per tenere aperto anche nel weekend
di Daniela Corneo
Si parte. Al via il tour de force del Natale. Già da domenica scorsa i grandi centri commerciali hanno aperto i battenti: è stato l’inizio del mese e mezzo più intenso di tutto l’anno. Quello
che, a sentire le associazioni di categoria, garantisce gli incassi migliori e dà una boccata d’ossigeno ai commercianti, soprattutto in questo momento di crisi economica. Eppure i sindacati già
fanno emergere le criticità e puntano il dito contro la politica del «sempre aperto» dei grandi centri commerciali che stanno trasformando molti Comuni della provincia in «centri di interesse
turistico», il requisito che consente di ottenere le deroghe per le aperture domenicali e festive.
«Quasi tutti i Comuni della provincia — dice Luca Taddia della Filcams Cgil — vogliono passare allo status di comune turistico ed è un problema gravissimo, perché basta preparare un documento in
cui dica che ha una fontana del ’500 o un quadro del ’700 ed ecco che diventa turistico. Un esempio su tutti: Anzola dell’Emilia, è diventato centro turistico e non si sa perché». Però ad Anzola
c’è un outlet. Stessa cosa a Casalecchio di Reno, dove c’è un contenzioso aperto, spiega Fabio Fois della Filcams, «perché il Comune ha chiesto il riconoscimento di città turistica per il mese di
novembre, che guarda caso è il mese delle iniziative al Futurshow Station, consentendo così l’apertura dello Shopville Gran Reno. Ma a novembre si aggiungerà pure dicembre, quindi le domeniche
lavorative arriveranno a 16 e adesso ci sta già pensando anche il centro Meridiana». Secondo i sindacati «la crisi sta diventando un alibi e non è affatto vero che tutti i dipendenti sono
contenti perché hanno delle maggiorazioni di stipendio: ci sono molte donne che lavorano nella grande distribuzione che la domenica hanno problemi di gestione familiare».
In ogni caso molti grandi centri commerciali bolognesi hanno già iniziato la «maratona» delle aperture domenica scorsa e resteranno aperti sempre nel periodo natalizio. Esselunga aprirà la
domenica dal prossimo 5 dicembre, stessa scelta per Nordiconad, mentre Mediaworld osserverà otto aperture domenicali (a partire dal 7 novembre). «Nel periodo natalizio — spiega Maurizio Motta,
direttore generale di Mediamarket — si fa il 20% dell’intero fatturato annuo e la domenica durante le feste è il primo giorno per incassi. Dal punto di vista sindacale dovrebbe avere il consenso
questa scelta, perché in questo periodo assumiamo persone a rinforzo».
Tutti i grandi centri escludono, invece, di restare aperti il 26 dicembre. Regole diverse a Bologna: essendo centro storico lì i negozi hanno la deroga per restare sempre aperti. Teoricamente
anche il 26 dicembre. «I negozi resteranno aperti l’8 dicembre, il 2 gennaio e il 6 gennaio che è la data di inizio dei saldi — spiega il presidente di Ascom Enrico Postacchini —: il periodo
natalizio è risolutivo di tutta l’annata. In centro ormai l’apertura domenicale è abbastanza digerita da lavoratori e sindacati, non dovrebbero esserci problemi». «Bisogna restare sempre aperti a
dicembre — è la strada che vorrebbe Sergio Ferrari della Confesercenti —: è un mese pieno, bisogna approfittarne per rafforzare le vendite. Se mai il problema è la concessione di centro turistico
che viene dato anche a tante attività che non ne avrebbero il titolo, come succede a Castelguelfo». Eppure anche per il centro storico i sindacati hanno da dire la loro: «La legge regionale
prevede che la deroga si dia solo in accordo con le parti sociali: l’anno scorso non è stato fatto e si è andati avanti lo stesso anche se noi avevamo formalizzato parere contrario».
17 novembre 2010
Fonte: corrieredibologna.corriere.it
Commenti: 3
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#1
avete concesso troppo e ora si sono prsi il braccio!!si deve fare come in Germania!!niente aperture nelle domeniche dell'Avvento,quelle prima del Natale!in Germania im diritti dei lavoratori vengono prima di quelli dei commercianti!!la gente deve capire!volente eo nolente!poi non si deve lamentare se hanno un figlio precario che lavora in un centro commerciale che é costretto a fare lo schiavo tutte le domeniche per 500 euro al mese
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#2
Le aperture domenicali sono un vantaggio per i consumatori che durante la settimana non hanno la possibilità di fare acquisti, non per i commercianti.....anche questi sono diritti dei lavoratori...certo che nel 2011 avere ancora gente che non capisce che il futuro del commercio passa dalla liberalizzazione è grave
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#3
Roberto,
devi avere studiato economia sul Manuale di Nonna Papera. Guardati le statistiche sull'occupazione nel settore, condiscile con qualche analisi sui prezzi, arricchiscile da valutazioni sugli effetti indotti, prima di pontificare sulle opinioni degli altri. 










