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17

nov

2010

APERTURE DOMENICALI, L'ACCORDO CHE NON METTE D'ACCORDO. CGIL FERRARA REPLICA AL COMUNE

Cgil replica al Comune in merito alla proposta definitiva presentata in Regione

Aperture domenicali, la questione non è affatto chiusa. Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha presentato la propria proposta definitiva alla Regione. Dieci aperture festive/domenicali in più, dal primo gennaio 2011, presso la grande distribuzione organizzata a Ferrara. Ovvero, da 12 aperture si passa a 22. Ciò attraverso il riconoscimento del titolo di ‘città d’arte’ per il periodo che va da settembre a novembre. Una vertenza, questa, che vede “la contrarietà – evidenzia il segretario generale Cgil, Giuliano Guietti – delle più importanti organizzazioni rappresentative di tutti e tre soggetti interessati, sindacato, aziende e consumatori. Ciò rappresenta un fatto ancor più grave – sottolinea il segretario – se si considera che la consultazione di questi soggetti è prevista dalla normativa”.
Cgil e Filcams richiamano dunque la Regione al “proprio ruolo di regia, che la legge le attribuisce, a garanzia della libera concorrenza tra attività commerciali in un quadro di regole definito e nell’ambito di soluzioni omogenee a livello regionale”. Pertanto, sostiene Guietti, l’amministrazione regionale “non può ritagliarsi un ruolo puramente notarile o burocratico”. E in secondo luogo, aggiunge il segretario Cgil, “non può ritenersi automaticamente surrogata dal percorso concertativo svolto a livello comunale”.
Cgil ribadisce allora gli emendamenti presentati nelle settimane scorse al protocollo del Comune e la ricapitola in un dossier di otto pagine che ha presentato oggi in conferenza stampa.
Le proposte emendative. “Prevedere una giornata di riposo ogni due di apertura, sollecitare l’applicazione del contratto provinciale del settore commercio ed esercitare un controllo concreto dell’andamento della sperimentazione”. Queste le tre condizioni presentate dalla Piazza Verdi lo scorso 26 ottobre.
Cgil ribadisce tali condizioni e precisa: “Si potrebbe riconoscere il titolo di ‘città d’arte’ per tutto il territorio comunale dal 2 novembre al 6 gennaio: in questo modo sarebbero comprese 4 aperture aggiuntive in novembre e 2 in gennaio”. Delle rimanenti 8 giornate di apertura previste dalle legge, “una – propone Cgil – potrebbe avvenire per tutti in una data fissa, come il 17 aprile, antecedente a Pasqua, mentre le altre potrebbero essere in data fissa ma a rotazione (da giugno a ottobre), suddividendo il territorio fuori le mura nella zona sud-ovest e nella zona nord-est, prevedendo per ciascuna 7 domeniche di apertura alternate”.
I vantaggi dell’alternativa previsti da Cgil. “Le proposte che avanziamo, porterebbero a molteplici vantaggi – sostiene Guietti -: le aperture sarebbero 25 invece di 22, 14 delle quali riservate a parti distinte del territorio. La gdo avrebbe garantite le aperture nei giorni festivi commercialmente più significativi, limitando l’impatto commerciale tra loro e rispetto agli esercizi commerciali del centro storico, grazie alla fissità e alla concentrazione delle giornate di apertura nella seconda parte dell’anno. Inoltre le aperture per ogni singolo negozio sarebbero 18 invece di 22, applicando lo schema due aperture e una di riposo, simile a quello attuale”.
Stipendi più alti e nuove assunzioni. Lo scetticismo del segretario è espresso per quanto riguarda le “richieste esplicite di riduzione delle maggiorazioni salariali”, come nel caso di Coop Estense, “principale sostenitore della richiesta di nuove aperture – cita Guietti -, il cui contratto integrativo è scaduto da ben tre anni, pone addirittura questa come condizione del rinnovo. Insomma – sostiene il segretario -, si chiede di lavorare di più, per una paga oraria minore”. Scetticismo è anche espresso relativamente alle nuove, presunte, occasioni di lavoro. “Le imprese della gdo non sono disposte a prendere alcun impegno in proposito, si limitano a fare stime e niente di più”, si legge sul dossier di Cgil. Guietti ricorda i dati della Camera di Commercio di Ferrara, che dimostrano la riduzione consistente delle vendite nel 2009 rispetto all’anno precedente, attestando però una sostanziale tenuta per la gdo, rispetto al commercio al dettaglio. Un trend non proporzionale all’occupazione nel settore, dato che l’Istat registra un calo di circa 2mila unità: “E’ calata anche nei 7 supermercati della provincia – riferisce il dossier –, nonostante la tenuta delle vendite hanno ridotto i propri addetti da 1.198 a 1.185”. Un ulteriore calo è previsto anche per il 2010 a fronte del buon andamento della gdo: “Secondo le previsioni Excelsior-Ccia, si stima un -2,6%”. Pertanto Guietti ritiene “piuttosto improbabile che un intervento destinato ad alimentare ulteriormente la tendenza già in atto, sfavorevole al commercio al dettaglio, permetta di raggiungere l’obiettivo di 50 assunzioni aggiuntive, a meno che non si adottino criteri molto elastici e discutibili nell’effettuare i calcoli che portano a tali stime”.

17 novembre 2010

Fonte: www.estense.com

 

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