mer
20
ott
2010
FISCO - AL VIA IL TAVOLO DELLA RIFORMA: CGIL, INTERVENIRE SU LAVORATORI DIPENDENTI E PENSIONATI
Secondo il Segretario Generale della CGIL, Epifani "basta con le parole ci vogliono i fatti". La posizione della Confederazione riprende la piattaforma ‘Per un fisco giusto’: colpire evasione
e rendite, alleggerire il carico su lavoratori dipendenti e pensionati
Parte oggi il tavolo di confronto sulla riforma fiscale. Alle ore 18, presso la sede del Ministero dell’Economia, governo e parti sociali si confronteranno per quello che sarà, a conti fatti, un
primo giro di tavolo per arrivare poi a fine mese alla presentazione nel consiglio dei ministri di una legge delega. Sulla questione fiscale la posizione della CGIL è nota ed è ancorata alla
piattaforma sul fisco presentata al governo lo scorso anno. Motivi per i quali il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, ha invitato ieri il ministro Tremonti ad ‘archiviare’ le
parole e passare ai fatti. Esiste infatti, come si legge nel documento del Comitato Direttivo del 16 e 17 settembre, “un legame positivo tra crescita ed equità, per questo serve la riforma del
fisco e occorre affrontare una volta per tutte ed in maniera determinata il fenomeno dell’evasione fiscale”.
La CGIL respinge un finanziamento della riforma fiscale fondato sull’idea di spostare il prelievo ‘dalle persone alle cose’, attraverso una maggiorazione delle aliquote IVA. Una misura del
genere, secondo la Confederazione, “produrrebbe un ulteriore iniquità nei confronti dei redditi dei lavoratori dipendenti e, in generale, dei redditi medio-bassi”. Inoltre, la CGIL ritiene che
l’introduzione di un ‘quoziente familiare’ non rappresenta “un utile strumento di sostegno alle famiglie, perché avrebbe tra i suoi effetti la riduzione del carico tributario prevalentemente sui
redditi più alti, trascurerebbe le famiglie monoreddito e disincentiverebbe l’occupazione femminile”. La CGIL propone, nella piattaforma ‘Per un fisco giusto’, un nuovo patto fiscale basato su
una maggiore progressività dell’imposizione tributaria nel suo complesso, spostando il peso del prelievo dai ‘redditi fissi’ a quelle ricchezze non sufficientemente tassate.
Questi gli ambiti d’intervento: “Aumento della tassazione sulle rendite finanziarie (dal 12,5% al 20%); introduzione di un’imposta patrimoniale (oltre gli 800mila euro); istituzione di una tassa
sulle transazioni finanziarie di breve durata almeno a livello europeo”. La CGIL rivendica inoltre interventi che alleggeriscano il carico fiscale sui lavoratori dipendenti e sui
pensionati: “Revisione della struttura dell’IRPEF attraverso l’incremento della detrazione da lavoro dipendente e l’uniformità della detrazione da pensione a quella del lavoro dipendente;
innalzamento e unificazione delle attuali quote esenti per i redditi da lavoro e da pensione, riduzione della prima aliquota dal 23% al 20% per favorire i redditi medio-bassi e della terza dal
38% al 36%; costituzione di uno strumento di sostegno unico per le famiglie con figli che integri gli attuali Assegni per il Nucleo Familiare e le detrazioni IRPEF per figli a carico; bonus
fiscale per coloro che non sono in grado di usufruire appieno delle detrazioni spettanti (gli incapienti)”. Per i giovani, infine, “misure fiscali a sostegno delle nuove generazioni anche
nell’ambito di nuove professioni, partendo da agevolazioni fiscali per favorire attività di studio, formazione e creatività, nonché per superare forme di tassazione improprie”.
20/10/2010
Fonte: cgil.it











