Protesta per il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto da 21 mesi. I lavoratori: "Orari massacranti e non ci pagano le malattie"
Arrivano a fare turni di 18 ore. Non hanno le malattie pagate. E da quasi due anni il loro contratto nazionale è scaduto. Per questo gli addetti delle tre imprese di vigilanza privata di Parma
hanno incrociato le braccia per 8 ore. I sindacati hanno organizzato un presidio davanti alla prefettura, dove una delegazione è stata ricevuta dal prefetto. "Non c'è volontà di trovare una
soluzione", afferma Riccardo Gasparetti della Cgil Filcams, a capo della protesta insieme ai rappresentanti della Cisl Fisascat e della Uil Uiltucs.
Le richieste avanzate dalle sigle sono per ora rimaste inascoltate. In particolare si chiede l'applicazione del contratto anche a quei lavoratori che pur non essendo guardia giurata svolgono
comunque mansioni di sicurezza e garanzie per le regole d'appalto, cioè per il mantenimento dei posti di lavoro. Infine, un aumento in busta paga di 145 euro.
Ma la quadratura del cerchio è ancora lontana: sindacati e lavoratori denunciano nel volantino che sul cambio di appalto è arrivata "disponibilità solo a parole" e giudicano negativamente la
richiesta di abolire il pagamento delle prime due giornate di malattie. Critiche anche alla riduzione del riposo giornaliero: "Si passerebbe dalle attuali 11 ore di pausa a 8/9 ore, il che
significa che il nostro orario lavorativo potrebbe arrivare sino a 16 ore consecutive". (r. c.)
(08 ottobre 2010)
Fonte: parma.repubblica.it
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