Cgil e Cisl preoccupate per il continuo ricorso da parte dell'amministrazione alle esternalizzazioni. Dopo l'Asp timori per i servizi educativi ai disabili. Polemica sulle consulenze d'oro:
"Costi eccessivamente alti, non capiamo perché la riduzione delle spese avvenga solo con privatizzazioni e imprese edili non pagate". Dalle sigle segnalazioni per il peggioramento delle
condizioni di chi lavora nelle società già appaltate: a Informa giovani, dopo il cambio di gestore, buste paghe più leggere di 2mila euro lordi l'anno
di RAFFAELE CASTAGNO
"Preoccupati, molto preoccupati". La segretaria della Cgil Parma Patrizia Maestri commenta così le ultime scelte politiche del Comune in materia di assistenza alle persone, dove si fa sempre più
frequente il ricorso all'esternalizzazione. Dopo Asp ci sono perplessità anche per la tenuta dei servizi educativi rivolti ai disabili. Cgil e Cisl, nella conferenza stampa congiunta alla Camera
del lavoro, attaccano poi la politica delle consulenze dell'amministrazione, che comportano una spesa di oltre 2 milioni di euro. (LEGGI)
"Sono costi eccessivamente alti, non ridotti, e l'assunzione di nuovi dirigenti ci preoccupa - dice la Maestri - perché se c'è una situazione fortemente debitoria, non
capiamo come mai la riduzione dei costi debba attuarsi solo con privatizzazioni e imprese edili non pagate, costrette a chiudere o a fallire". La segretaria tira in ballo anche Stt, che sebbene
"fortemente indebitata" si accinge a rilevare i beni di Asp. La paura è un impoverimento della qualità dei servizi che hanno da sempre caratterizzato la città, tanto più a fronte di una domanda
che si fa sempre maggiore sia nel campo educativo che in quello sociale.
Sulla stessa linea il neoletto segretario della Cisl Federico Ghillani: "Sono preoccupazioni avvertite da tempo. Si deve tirare la cinghia con equità, cercando di tenere fuori le categorie più
deboli ed evitando di perdere la qualità dei servizi. Servono scelte trasparenti, condivise, ma si parte male in questa situazione. Siamo di fronte - conclude - a soluzioni
fatte con la mannaia".
L'allarme dei sindacati arriva dopo il confronto in municipio sui servizi educativi per i disabili. L'amministrazione, spiega Sauro Salati della Funzione pubblica Cgil, aveva deciso di
esternalizzare quelli relativi a nidi e materne. Una soluzione, che dopo una serie d'incontri, è stata almeno per quest'anno rinviata. "Il bicchiere resta mezzo vuoto" commenta il sindacalista:
l'amministrazione infatti pare decisa a ridurre i servizi pomeridiani, con relativo passaggio di consegne a Parmainfanzia.
Una situazione che ha spinto le single a indire un'assemblea dei lavoratori per il prossimo 26 agosto, se il quadro non dovesse mutare. Salati ricorda come dalle casse municipali escano più di
due milioni di euro per le consulenze, e punta il dito contro la filosofia che guida la Giunta: "Si rischia di non avere più un rapporto pubblico-privato, basato sulla concorrenza e la
trasparenza, con la conseguenza di perdere progressivamente il controllo sui servizi".
In questo senso Paolo Bertoletti (Pensionati) ha rilanciato le perplessità sul Welfare Community Center (Wcc): "Un progetto che ha lacune, occorre un confronto su altri strumenti, non solo
domiciliarità, ma anche sui posti di sollievo" cioè quei ricoveri temporanei che garantiscono per esempio alla famiglia che assiste l'anziano un periodo di riposo. "Il Wcc risponde a logiche più
di finanza che di politiche sociali, è un affare. C'è bisogno di distribuire i servizi anche nei quartieri e non in una struttura unica".
I sindacati denunciano un aggravamento delle condizioni di lavoro anche sugli appalti già esternalizzati, in una sorta di continuo gioco a ribasso. Paolo Galloni (Filcams) ha segnalato il caso di
Informa giovani, passata sotto la gestione della cooperativa Domus Aurora: "Un passaggio che per i dipendenti, a fronte delle stesse ore di lavoro, si è tradotto in 2mila euro lordi in meno
all'anno". Anche in questo caso il timore è che si possano ripetere situazioni analoghe quando scadranno altri appalti. Conclude la Maestri: "Nel 2011, in base al Patto di stabilità il Comune
dovrà ridurre le spese del 20%, del 22% nel 2012. La Finanziaria già prevede minori trasferimenti agli enti locali, ci chiediamo che cosa succederà".
(11 agosto 2010)
Fonte: parma.repubblica.it
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