ven
30
lug
2010
NEL "PIANO DEL LAVORO" DEL MINISTRO SACCONI POCHE NOVITA'
Statuto dei lavori, bilateralità, fisco più leggero sui salari aziendali. Il progetto del ministro Maurizio Sacconi anticipato dalle agenzie una settimana prima della presentazione ai
sindacati. Cgil: “Pomposo e privo di novità”. Ok da Cisl e Uil.
di rassegna.it
Statuto dei lavori, bilateralità, fisco più leggero sulla parte del salario che, in base ad accordi territoriali o aziendali, consente di aumentare la produttività o gli utili della società
in cui si lavora. Sono i punti principali del “Piano triennale per il lavoro” del ministro Maurizio Sacconi, ampiamente annunciato da mesi e oggi (30 luglio) anticipato dalla agenzie di stampa
nonostante la presentazione alle parti sociali sia fissata per il prossimo 3 agosto. L’obiettivo, si legge, è quello di "aprire il cantiere per una riforma generale del sistema fiscale correlata
al completamento del federalismo istituzionale e ai grandi cambiamenti intervenuti nella produzione e composizione della ricchezza".
Secondo il ministero, la riduzione della pressione fiscale sul reddito da lavoro è stata avviata già nel primo consiglio dei ministri dell'attuale governo con la detassazione degli straordinari,
provvedimento però da più parti considerato inopportuno e fuori tempo, visto che la crisi ha poi colpito l’occupazione e le ore di straordinario si sono drasticamente ridotte. Lo ‘Statuto dei
lavori’ ipotizzato da Marco Biagi, oggetto di un disegno di legge delega che il governo presenterà in Parlamento, nelle intenzioni di Sacconi “costituirà la rinnovata cornice dei diritti
inderogabili di legge entro la quale le tutele potranno trovare una modulazione più moderna”. L’intero impianto “affida alla bilateralità e alla contrattazione collettiva, così come congegnata
dalla recente riforma degli assetti contrattuali e sostenuta dalle misure di decontribuzione e defiscalizzazione, l’obiettivo di incentivare la produttività del lavoro e il connesso incremento
delle retribuzioni, diretto o indiretto, attraverso servizi integrativi e tutele aggiuntive di tipo promozionale”.
“Le proposte di quello che viene chiamato pomposamente ‘Piano Triennale per il Lavoro’ ripropongono senza grandi novità le tesi del Libro Bianco dello scorso anno”. Questo in sintesi il giudizio
dei segretari confederali della Cgil, Danilo Barbi e Fulvio Fammoni, i quali contestano il fatto che ‘‘le parti, benché siano state convocate per il 3 agosto, apprendano oggi dalle agenzie il
piano del ministro: il che dimostra, come al solito, una ‘altissima’ considerazione del ruolo delle parti sociali”. Nel merito, la Cgil osserva che il documento “non contiene alcuna proposta per
creare nuova occupazione ma si limita a ribadire una linea che, dall’inizio della crisi, non ha impedito che si determinassero: un milione di disoccupati in più a partire dai giovani precari;
quasi un milione di lavoratori e lavoratrici in cassa integrazione; la riduzione dell’occupazione femminile; il record storico della disoccupazione giovanile oltre il 30%; il crollo delle
attività produttive nel Mezzogiorno”. Per questo, fanno sapere i due dirigenti sindacali, “continuerà l’iniziativa di proposta e di protesta. Il collegato lavoro è per ora fermo in Parlamento,
forse vedrà luce alla fine dell’anno ma poi incapperà negli evidenti problemi di incostituzionalità che contiene. La riforma degli ammortizzatori sociali deve essere fatta sulla base delle
deleghe del 23 luglio 2007 e non può essere stravolta”.
Diverso il giudizio di Cisl e Uil. “È un'occasione importante e tempestiva sia per contrastare gli effetti della crisi economica sull'occupazione, sia per rafforzare e garantire il rilancio delle
politiche attive del lavoro”. dichiara il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, manifestando “la più ampia disponibilità” a un confronto. In particolare, giudica “importantissimo
l'impegno a incentivare la remunerazione della produttività, aumentare i salari e combattere con forza il lavoro irregolare e l'economia sommersa”. Apprezzamento anche dal leader della Uil Luigi
Angeletti: “Il piano accoglie le nostre rivendicazioni in materia di detassazione del salario aziendale e prospetta uno Statuto dei Lavori che, come Uil, avevamo sollecitato a tutela dei
lavoratori più deboli e meno garantiti”.
30/07/2010
Fonte: rassegna.it
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