gio

22

lug

2010

PROFESSIONALITA' E DIRITTI NEL TURISMO GLOBALE

Qualità del turismo e legalità del lavoro: due facce della stessa medaglia che gli Enti Locali possono contribuire a tutelare

Il nostro sistema economico non è esente da episodi di lavoro nero e sottopagato. Lo dimostrano i recenti casi apparsi sulle pagine locali, le inchieste che proiettano la nostra economia sulle cronache nazionali e lo provano, con maggior forza, i dati provinciali delle attività ispettive. Si poteva, d’altronde, pensare di essere immuni se persino il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, nel corso della recente audizione alla Camera su lavoro nero, caporalato e sfruttamento della manodopera straniera, rendendo noti i dati del lavoro sommerso del 2009, lancia un allarme generalizzato? “In Italia il fenomeno non accenna a diminuire e si espande anche nel settore del terziario avanzato, tra la manodopera più qualificata. I provvedimenti punitivi per i datori di lavoro che assumono a nero sono aumentati nell'ultimo anno del 61%. Su 303.691 aziende ispezionate, 175.144 sono risultate irregolari.”dice il ministro. In più di una azienda su due, quindi, se controllata, emergono irregolarità. Cosa fare? La soluzione sembra facile: potenziare i servizi ispettivi. Certo, intervenire sulle croniche carenze di organico degli enti per aumentare i controlli produce effetti ma può non bastare se non si rende più efficiente tutto il sistema. Solo un forte coordinamento della attività di Carabinieri, Finanza, Polizia, Ispettorato del lavoro, INPS, INAIL, AUSL e Polizie Locali, con la costituzione di vere e proprie task force dei diritti e il  ruolo attivo e forte degli Enti Locali, può rendere più  efficace la vigilanza del territorio e il controllo sulla regolarità dei rapporti di lavoro e sulle norme antinfortunistiche. Gli Enti Locali giocano, così, un ruolo di coordinamento determinante perché oltre a dimostrare il coinvolgimento di tutta la comunità all’affermazione della legalità del lavoro, quale bene e valore condiviso, disincentivano la presenza sul territorio di “opache” organizzazioni contribuendo, in tal modo, a tutelare i lavoratori e le imprese oneste. Chi paga correttamente tasse e stipendi è la prima vittima della concorrenza sleale che vìola sistematicamente le norme contrattuali e di legge. Anche in un altro campo il ruolo degli Enti Locali è vincente per accrescere la qualità del turismo: la formazione degli addetti e la crescita di professionalità. Da anni si dibatte sul declino della nostra offerta turistica e degli strumenti necessari a contrastarlo. Molteplici possono essere gli interventi per rendere più attraente il nostro turismo ma quello più efficace si chiama formazione, perché non esiste turismo di qualità senza qualità del personale. Solo un deciso investimento su formazione e riqualificazione del lavoratori, magari espulsi da altri settori lavorativi per effetto della crisi economica, offre la garanzia di un miglioramento duraturo nel tempo della qualità percepita dei servizi turistici. L’individuazione di nuove figure professionali, l’accrescimento della qualità degli operatori, il coordinamento e l’orientamento degli interventi formativi ne diventa l’aspetto determinante. “Divertente, accogliente, conveniente” grida l’assessore Palmiro Cangini reclamizzando le vacanze in Riviera.  Se lo sarà anche per i lavoratori, i primi a beneficiarne saranno proprio i turisti.


Ercole Pappalardo - Filcams CGIL – Cesena (sede di Cesenatico)

 

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