lun
05
lug
2010
APERTURE DOMENICALI: LETTERA AI GIORNALI DEL SEGRETARIO PROVINCIALE FILCAMS FERRARA DAVIDE FIORINI
Caro Direttore, Vorrei poter dire qualcosa sull'argomento " la battaglia delle Domeniche". Nel farlo chiedo anticipatamente scusa se mi allungherò rubando un po' di spazio, ma forse mi serve per
tentare di fare un minimo di chiarezza.
Credo sia necessario, spiegare ai più, come è regolato il settore del Commercio sulle aperture Domenicali o Festive.Ferrara è stata riconosciuta " Città d'Arte", questo riconoscimento ha fatto sì
che la città venisse divisa in due determinando quella che definiamo zonizzazione, individuando le storiche Mura cittadine come divisore.
Quindi, la zona di città che sta dentro le Mura non ha vincoli e può aprire tutte e sottolineo tutte le domeniche, la zona fuori Mura invece, quella dove sono situati gli Iper per intenderci, nel
rispetto delle normative può aprire le domeniche di Dicembre ( compreso la Festività dell'Immacolata ) più altre 8 Domeniche, arrivando così ad un totale di 13 aperture Domenicali e/o Festive,
più eventuali deroghe sulle Festività, concesse dal Comune, in virtù di quanto prevede la Legge Regionale.
In questo modo gli Iper possono aprire per ben 329 giorni all'anno, per un nastro orario di 12/13 ore giornaliere ( visto che nel frattempo gli Iper hanno tolto la mezza giornata di chiusura
).Ecco, con questo quadro non crediamo sia essenziale concedere ulteriori aperture, ci sembra che la città sia ampiamente servita.
Nel suo articolo l'Assessore Marescotti, fa cenno alle realtà che ci stanno attorno, citando Copparo e Bologna.
A parte che non ci risultano presenti Iper a Copparo, e che al limite sono i Comuni limitrofi a guardare verso il Capoluogo di Provincia e non il contrario, ma ci chiediamo, allora perchè non
citare gli altri 24 Comuni della nostra Provincia che ovviamente hanno pratiche diverse da Copparo e da quelle che il Comune di Ferrara vorrebbe adottare?
Si cita anche Bologna, ma anche qua val la pena ricordare che il Capoluogo Felsineo sul tema è regolato come Ferrara, con la differenza che là il divisore è costituito dai famosi viali, poi entro
e fuori i viali seguono le stesse regole nostre, ma comunque, perchè non si prende a riferimento Modena, Provincia che ha una presenza di attività commerciali per alcuni aspetti simili a Ferrara
e dove il problema delle aperture domenicali non si pone neppure?
Accenna l'Assessore anche al Mondo che è cambiato ed è andato avanti, si è vero è cambiato e cambierà ancora e andrà ancora avanti anche secondo noi, ma di certo i paesi più avanzati non aprono
le Domeniche o i Festivi, quindi? Che Mondo vogliamo guardare?
Comunque non essendo mia intenzione fare o aprire polemiche, ma solo dialogare costruttivamente, ribadisco quella che è la posizione della FILCAMS – CGIL di Ferrara, condivisa dalle altre sigle e
già espressa alla presenza del Sindaco e dell'Assessore, e cioè che la eventuale maxi deroga sia sperimentale e solo per un anno; arrivi sino ad un massimo di 20/21 aperture complessive, ma
sopratutto che ogni singola lavoratrice/ore non ne lavori più di 10, alternando una al lavoro e una a casa; inoltre, rispetto dei Contratti, in primis di quello Provinciale recentemente
sottoscritto, considerando che nella moltitudine dei negozi, che sarebbero interessati dalla eventuale deroga ne rientrano molti scarsamente inclini a rispettare le regole e a tenere corrette
Relazioni Sindacali; e infine criteri di valutazione sulla sperimentazione certi, certificabili e verificabili.
Questi punti sono per noi fondamentali e irrinunciabili e lo ribadiamo con forza.
Nel mentre, riceviamo continuamente dalle Aziende, o disdette dei vari Contratti Aziendali là dove il costo delle domeniche è maggiorato rispetto al CCNL, oppure richieste di ridurre i costi
delle Domeniche lavorate.
Riteniamo tra l'altro ( e non è una nostra interpretazione ) che una delibera del tipo che il Comune vuole adottare, sia in contrasto con le normative Regionali e anche Nazionali e si esporrebbe
ad un rischio elevato di ricorsi.
Leggo ancora delle contrarietà delle Associazioni del Commercio, o di disponibilità purchè ci siano tutta una serie di interventi significativi, ciò significa che non ci sono le condizioni per
procedere su questo terreno senza scontare del dissenso, e a questo punto forse sarebbe meglio invece di accelerare sulla chiusura del protocollo, rallentare e meditare bene o meglio ancora
fermarsi.
Grazie ancora per lo spazio che mi ha voluto concedere.
03/07/2010
Davide Fiorini Segretario Provinciale FILCAMS – CGIL Ferrara











