mar
22
giu
2010
LE SCHIAVE DELLA ROMAGNA - INCHIESTA DE L'ESPRESSO
Articolo di Federico Formica e Matteo Marini
pubblicato on line da L'espresso a questo indirizzo
Guadagnano meno di mille euro al mese. Lavorano 14 ore al giorno, senza mai un turno di riposo. E pagano anche il pizzo ai mediatori che le portano in Italia. La verità sulle "stagionali"
negli alberghi fra Rimini e Cervia
Il tavolino è di quelli da giardino, di plastica bianca, a poco prezzo. Sopra la tovaglia color senape c'è il "Piccolo manuale informativo per i lavoratori stagionali, comunitari e non":
fotocopie di articoli di cronaca e accanto le tabelle con le tariffe aggiornate divise per categoria di hotel e mansioni. Di fronte c'è il cavalletto con le "civette", anche queste bilingue,
"informazioni sindacali" si legge. ? da questo angolo quasi invisibile del corso di Gatteo a Mare che sono venute alla luce le testimonianze dello sfruttamento e della tratta dei lavoratori
dall'Est Europa fino alle spiagge della Romagna.
Quattro sere a settimana Sandra prende posto in via delle Nazioni, che divide Cesenatico da Gatteo a Mare, in quel breve tratto di costa rimasto sotto la provincia di Forlì-Cesena. ? cominciato
tutto quando lei, che ora lavora in un'industria che produce piadine, faceva la stagione come donna ai piani, a pulire le camere. Veronika, la sua collega romena le raccontò quanto prendeva al
mese: 950 euro. Cinquanta euro meno di lei, ma lavorando il doppio. Un orario da schiava, 12 ore al giorno. Nei periodi di piena, come nella settimana di Ferragosto, anche di più. Così Sandra ha
deciso di informare i lavoratori stagionali sui loro diritti, soprattutto gli stranieri che arrivano qui ogni anno ad aprile e che poi a settembre tornano a casa. Nei decenni del "boom", fino
alla fine del '900 parlavano sardo, calabrese, campano. Ora l'accento è quello dell'Europa dell'est. La maggioranza sono romeni, ma vengono anche da Moldavia e Polonia. Donne soprattutto, gli
ingranaggi invisibili dell'enorme macchina del turismo di massa.
Con l'aiuto di Ercole Pappalardo, sindacalista della Filcams-Cgil di Cesenatico, si è documentata e in collaborazione con l'associazione Rumori sinistri, un collettivo che ha sede a Rimini, ha
messo su il suo piccolo "ufficio". I romeni che passano la sera, dopo una giornata interminabile fatta di pulizie, cucina, piatti e servizio ai tavoli, leggono l'invito nella loro lingua. Alcuni
passano oltre perché non si fidano, altri si fermano e chiedono come possono fare per avere il sussidio di disoccupazione una volta terminata la stagione, oppure quanto dovrebbero prendere
realmente di stipendio in base al loro orario di lavoro. Sandra mostra loro le tabelle salariali e la maggior parte delle volte li invita a procedere con una vertenza. Scrivendo su un foglietto
il numero di cellulare di Ercole.
«Vedi, tu prendi 1.200 euro, ma lavori 13 ore, senza giorno libero», spiega a una ragazza, «Bene, se ci metti il giorno che non hai e gli straordinari che non ti pagano dovresti prenderne 3.500».
Poi chiede loro di compilare una scheda, anonima, sulla quale registra i loro dati. Età, provenienza, anno di arrivo in Italia e stipendio. In due anni Sandra ha raccolto 245 testimonianze. La
maggior parte sono donne romene, impiegate per le pulizie delle camere, servizio in sala o aiuto cucina. Quasi tutte hanno pagato per trovare un contratto in Italia. Prima dell'entrata della
Romania nell'Unione europea le tariffe potevano arrivare anche a 1.000 euro. Ora pagano dai 400 ai 750 a degli intermediari che hanno contatti con gli hotel di tutta la Romagna, ma anche in
Trentino per la stagione invernale.
Secondo uno studio dell'Osservatorio nazionale sul turismo di Federconsumatori, l'Emilia Romagna è la regione con le camere più economiche in Italia. Degli oltre 4.500 alberghi la metà è
concentrata sulla costa. Ospitalità e divertimento a basso prezzo, che hanno permesso alla Riviera di reggere anche alla crisi. Ma è una competitività che pesa anche sulle spalle di queste
persone.
La tratta. «Esistono delle agenzie che operano in Romania. Hanno depliant, cataloghi e organizzano i viaggi con pulmini che portano in Italia i dipendenti». ? il direttore del Grand Hotel di
Cesenatico, Luigi Godoli, a confermare l'esistenza di un sistema gestito da intermediari che dall'Est (non solo dalla Romania, ma anche da Moldavia e Polonia) procurano personale agli hotel della
Riviera. «Noi abbiamo una persona, un italiano, che vive là. Ma non ci costa nulla. Immagino che prenda una percentuale sullo stipendio dei lavoratori. Credo sia una cosa normale».
Invece proprio normale non dovrebbe essere perché, almeno in Italia, chiedere soldi per un contratto di lavoro è illegale. Il decreto legislativo 276 del 2003 disciplina l'attività delle agenzie
di intermediazione e selezione del personale. Nell'articolo 11 si fa divieto »di esigere o comunque di percepire, direttamente o indirettamente, compensi dal lavoratore».
Nonostante questo l'associazione Rumori sinistri ha individuato, nel corso dei due anni di indagine, almeno sette intermediari, tutti italiani tranne uno. Il bacino principale da cui attingono è
Cluj Napoca, in Transilvania. Una delle zone più povere, a rischio spopolamento dopo l'entrata della Romania nella Ue, proprio perché tanti se ne vanno in cerca di un lavoro a ovest. Da lì
partono e arrivano pulmini a nove posti che lasciano le lavoratrici davanti agli hotel, sono compagnie di trasporto che lavorano a chiamata e fanno fino a tre corse a settimana.
Uno di questi mediatori è di Rimini, la sua agenzia ha tre sedi, di cui una proprio a Cluj. Per avere il suo numero basta telefonare all'Adac, l'associazione di albergatori di Cesenatico, con la
quale collabora da anni, oppure cercare sul sito internet dell'agenzia. Al giornalista che gli telefona per un'intervista riguardo alla sua attività non vuole spiegare nulla: «Io sono chiuso, per
quest'anno non faccio niente. Sono perfettamente in regola in Romania ma non opero più in Italia». Basta però fingersi albergatori in cerca di personale a basso costo che comincia a raccontare,
anche al telefono: «Io prendo 100 euro per conto di Adac, glielo dico subito (è la cifra che chiede agli albergatori per ogni dipendente assunto grazie alla sua intermediazione ndr) non si
preoccupi perché è tutto in regola, ho un contratto riconosciuto dal governo romeno».
Il trucco sta qui, fare in Romania ciò che in Italia è vietato espressamente per legge. All'incontro pattuito il mediatore si presenta con un depliant che spiega come funziona la sua agenzia e
assicura che non ci sono problemi per i controlli Inps o dell'Ispettorato del lavoro: «Loro lo sanno cosa devono dire», spiega: «Sanno che devono fare anche 10, 11 o 12 ore ma devono raccontare
che ne fanno 6 e 40 con un giorno di riposo a settimana». Mentre è seduto al tavolino del bar riceve almeno sei o sette telefonate. Sposta e propone ragazze a un hotel o all'altro. Fa fronte alle
esigenze dei clienti in emergenza: «Te ne mando una bravissima. Anche stasera. È un jolly, brava brava». E per fortuna che non lavorava più in Italia.
Poi parla anche della "concorrenza": «Ci sono in giro dei delinquenti, che prendono i soldi in nero e poi magari le ragazze arrivano e trovano che l'albergo non esiste o è chiuso. Se li
incontrassi glielo direi in faccia che si devono vergognare a prendere i soldi alla povera gente». Lui prende 500 euro a ogni lavoratrice alla quale procura un contratto da 1000, "muove" più di
100 donne a stagione lungo tutta la costa romagnola. E fa i nomi di tanti hotel suoi "clienti", da Cervia a Cattolica.
Lo sfruttamento. Alla fine all'hotel K2 di Cesenatico ha vinto l'esasperazione. Alcuni stagionali hanno deciso di fermare il lavoro e protestare. I primi di giugno sono scesi in strada assieme ad
altri dipendenti dello stesso gruppo, i Coppola, proprietari di altri otto hotel tra la Riviera e il Trentino, per chiedere che gli venisse finalmente pagato lo stipendio. Sono stati sbattuti
immediatamente fuori dall'hotel, cinque di loro hanno dormito in strada, sopra le valigie, per quattro notti. Fino a che Sandra non li ha trovati e ospitati per qualche giorno. La casa è piccola
e i bagagli occupano metà dello spazio, ma è sempre meglio che dormire sotto le stelle. Raccontano gli orari massacranti: «Io ero stata assunta con un contratto a chiamata», racconta una di loro,
«ma lavoravo tutto il giorno anche 15 o 16 ore come cameriera ai piani». Il ragazzo che le siede accanto non parla bene l'italiano. Prosegue lei per lui: «Lui era cameriere di sala ma faceva il
tuttofare, anche le camere e il lavapiatti. Ci hanno dato 50 euro in due mesi. Quando chiedevamo lo stipendio rimandavano sempre. Allora abbiamo deciso di venire via».
Con loro ci sono anche due ragazzi che vengono dal sud Italia. Sono arrivati al K2 a fine maggio ma hanno resistito solo pochi giorni: «Al colloquio ci avevano detto 1.200 euro al mese, 6 ore e
40 e giorno di riposo. Invece il giorno di riposo non c'era, lavoravamo 14-15 ore al giorno e lo stipendio era sceso a 900. Dormivamo in una stanza in sette che al massimo ci si poteva stare in
quattro. Con un bagno solo, con la muffa e i topi». La direzione dell'Hotel K2 non ha risposto a richiesta di un'intervista da parte de 'L'espresso' per rispondere a queste accuse.
«Facendo due conti si deduce che questi lavoratori prendono un terzo del salario che gli sarebbe dovuto», spiega Ercole Pappalardo della Cgil. Ma il confronto con le tabelle salariali non rende.
La differenza è infatti di poche centinaia di euro ma con orari ben differenti e un giorno libero a settimana, che qui in riviera non usa fare perché lo spirito è quello di rimboccarsi le
maniche, tipico del boom degli anni Cinquanta "far legna" il più possibile, lavorando anche 100 giorni senza sosta.
La videoinchiesta:
Dalla Romania a Cesenatico: ecco come funziona la tratta
(18 giugno 2010)
Fonte: L'espresso.it
Commenti: 2
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#1
Verso il 21 luglio scorso mio figlio è stato chiamato da una società di servizi dove richiedevano la sua presenza presso un albergo di Rimini-Torre Pedrera come cameriere di sala stagionale. Premesso che all'arrivo in serata la stessa persona che lo chiamò lo trasferì (solo per quella sera) presso un altro Hotel per la cena, ribadendo che il giorno seguente avrebbe iniziato il suo rapporto di lavoro presso l'hotel a lui designato al telefono (Hotel Zodiaco). Arrivati per la cena la scena che si è presentata era una folla di camerieri, cuochi, aiuto cuochi, cameriere ai piani ecc. In strada urlanti contro proprio l'agenzia in questione, con polizia, carabinieri e guardia di finanza al seguito. In breve, anche se non è semplice, ad ora abbiamo capito che l'agenzia di servizi che ha assunto mio figlio dopo la prova, è stata chiusa pochi giorni dopo dalla Finanza dopo una sequela di denunce, ma troppo tardi perchè il "padrone" / "responsabile" ha svuotato la cassa ed è fuggito (questa agenzia è in carica dall'anno scorso e nonostante le denunce, lamentele e quant'altro non ha pagato il personale. Ci sono filmati su Youtube di lavoratori o meglio di persone che urlano la loro rabbia per aver lavorato gratis e di essere lasciati per strada senza alloggio e cibo. Tutti i giornali del luogo e le televisioni regionali ne hanno parlato. Continuano le denunce sia da parte dei lavoratori, sia dai clienti che non hanno trovato ciò che il sito internet prometteva, anzi stanze anguste, niente vista mare, piscina sporca, così come erano sporche buona parte di piatti, bicchieri, tazze ecc. receptionista sgarbato, direttore che non si assumeva nessuna colpa, la richiesta del pagamento della vacanza da anticipare il giorno dell'arrivo per sentirsi rispondere ad una qualsiasi lamentela "qui è così ormai lei ha pagato ...", cibo molto scadente, tenuto in condizioni igenico sanitarie pessimo (ogni giorno o Finanza o ASL controllavano fioccando multe salate) esempio l'hotel Mose accanto al loro è riusciuto a mandare 40 clienti al pronto soccorso proprio per il cibo avariato (di cui 20 bambini). Abbiamo saputo che la solita società X continuava ad assumere regolarmente cameriere/i e figure attigue, poi il personale regolarmente non veniva pagato e quindi velocemente riciclavano altro personale, ANCHE DALLA STRADA e non è un modo di dire. Mio figlio è qualificato, ogni giorno preoccupato si informava presso l'unica figura presente cioè il Direttore dell'albergo che lo confortava dicendogli addirittura che lui essendo italiano sicuramente sarebbe stato pagato (follia!!), ma ha visto l'assunzione di aiuti cuochi presi appunto dalla strada (per capire meglio extracomunitari venditori serali di oggettistica sul lungo mare) che rimpiazzavano in cucina al posto dell'ultimo appena fuggito, ma senza nessuna esperienza (tipo fai il ragù - ma l'improvvisato aiuto cuoco, forse perchè senegalese, non sapeva cosa fosse il ragù!!!!) Per finire, anche se mancano innumerevoli fatti e racconti, ad oggi mio figlio ha percepito circa 383 euro, lavorando circa 12 ore gg. senza giorno di riposo (contro un mensile offerto di 1.400) il suo contratto prevede la scadenza al 15 settembre p.v. quindi, anche per non rischiare penali, sta rimandendo insieme ad altri lavoratori fino all'ultimo, sia nella speranza (ma ormai spezzata proprio ieri dalla certezza di non percpire più nulla) sia nella possibilità di recuperare il suo dovuto con denunce, richieste al sindacato in loco e forse probabili oneste e giuste rimostranze, urlando in chiare lettere che il marciume deve finire. Sono certa che qualcosa di molto più grosso e disonesto stia "striciando" in quella parte della costa, cambiando sia ricordi di molti di noi sia buona parte degli alberghi a conduzione familiare, che per anni hanno significato tutto: la fiducia, l'onestà, il piacere della buona e genuina tavola e molto altro!!.
Ho bisogno di voi non solo per aiutare il mio ragazzo (e insieme a lui molti altri nella sua stessa condizione) ma per capire perchè, ancora ad oggi ci possono essere persone che NON PAGANO chi LAVORA! Cosa possiamo fare per avere giustizia.
P.S
I dipendenti penso siano andati anche dai sindati a Rimini. Recuperare i soldi tramite avvocato è lunga certo,intanto questi ragazzi, per i prossimi mesi non sapranno come vivere senza stipendio.Fatevi sentire come sindacato!!Grazie
Laura Ambrosio -
#2
Scrivo per raccontare in breve la storia di una mia amica romena. E' stata assunta in un hotel di bellaria nel quale lavorava almeno 11/12 ore al giorno senza mai un giorno di riposo, ogni quindici giorni facevano feste con orchestra o comunque musica, e le veniva richiesto di andare per ballare con i clienti, il tutto ovviamente incluso nella sua paga da circa 1400 euro al mese. Arriviamo poi al bello, nel periodo di ferragosto, dopo essere stata insultata per l'ennesima volta con parole e volgarita dalla padrona dell'hotel, ha deciso di non lavorare più, ma dopo alcuni giorni e trattative con i proprietari dell'hotel ha ripreso, ma ovviamente dalla paga finale le hanno detratto i tre giorni che non ha lavorato! Una cosa a dir poco vergognosa!











