L’attivo dei delegati della Filcams CGIL Cesena, esprime grande preoccupazione su quanto sta accadendo allo stabilimento FIAT di Pomigliano.
Le condizioni imposte dall’azienda con la complicità di Confindustria, Governo e il consenso di CISL UIL FISMIC e UGL, le quali hanno rinunciato a qualsiasi tentativo di contrattazione,
rappresentano un fatto grave ed un precedente pericoloso, come già il Ministro Sacconi ha fatto intendere, con il rischio che quella di Pomigliano diventi, per le imprese e per il governo, la via
da seguire per contrastare una crisi economica che continua, nel nostro paese, a non essere fronteggiata dal governo in maniera adeguata.
Si ritiene inaccettabile la negazione di diritti fondamentali, quali la libertà sindacale nella proclamazione collettiva dello sciopero e la libertà individuale del singolo lavoratore di potervi
aderire, poiché tali diritti sanciti dalla Costituzione Democratica di questo paese, sono indisponibili alla contrattazione fra le parti; così come va respinta l’idea di limitazioni ed
arretramenti che nulla hanno a che vedere con una normale anche se aspra trattativa per definire le condizioni di maggiore competitività di cui sicuramente lo stabilimento di Pomigliano si deve
dotare.
Si ritiene inoltre lo strumento del referendum uno strumento improprio, poiché in un paese democratico si deve avere, quando si vota, la possibilità di scelta; possibilità negata ai lavoratori di
Pomigliano per i quali l’unica scelta è: perdere Diritti e Libertà collettive ed individuali o perdere il posto di lavoro, attuando in tal modo un vero e proprio ricatto antidemocratico.
Per queste ragioni l’attivo dei Delegati e delle Delegate FILCAMS CGIL Cesena esprime piena solidarietà ai lavoratori ed alle lavoratrici di Pomigliano e sostiene le ragioni della non
accettabilità del ricatto aziendale.
Approvato all’unanimità











