L'accordo sindacala è stato approvato a maggioranza dai dipendenti. Intanto Villani (Pdl) ha richiesto alla Regione le documentazioni della società, "per capire le reali prospettive del
comparto"
I lavoratori delle Terme di Salsomaggiore e Tabiano hanno approvato a maggioranza l'accordo sindacale sulla cassa integrazione in
deroga sottoscritto il 31 maggio. Lo ha reso noto la Filcams-Cgil di Parma che chiede anche il cambio dei dirigenti che hanno prodotto ''i disastri attuali''.
''Questa - spiega il sindacato in una nota - è la dimostrazione del senso di responsabilità di tutti i lavoratori che stanno affrontando un percorso di sacrifici e stanno dando dimostrazione di
avere a cuore il futuro dell'azienda''. Questo accordo comunque - rileva ancora la Filcams - rappresenta solo il primo passo verso il risanamento dell'azienda e i lavoratori, così come il
sindacato di categoria, confidano che ''anche tutti gli altri soggetti del territorio facciano la loro parte per rilanciare non solo le attività termali ma l'intera economia del territorio. La
Filcams attende ora di assistere ad iniziative tese al rilancio e ad una gestione efficace delle attività termali perché i gravi problemi dell'azienda sono tutt'altro che risolti. A questo
proposito - conclude il sindacato - occorre rivedere, innanzitutto, la struttura dirigenziale che ha prodotto i disastri attuali''.
Intanto, Luigi Giuseppe Villani, presidente del gruppo Pdl in Regione, ha presentato una richiesta di documentazione relativa a Terme di Salsomaggiore s.p.a. come azienda partecipata al 20% dalla
Regione Emilia-Romagna. Nello specifico i documenti richiesti sono: il bilancio provvisorio al 31.12. 2009 (anche se provvisorio), lo stato patrimoniale, il dettaglio dell'indebitamento bancario
al 31.05.2010, il dettaglio dei gravami ipotecari ed il dettaglio degl'indebitamento verso altri creditori diversi dagli istituti bancari.
"Si tratta di tutta una serie di documenti - ha spiegato Villani - che dovrebbe consentire di capire quali sono le reali prospettive di una società termale che l'attuale amministrazione, in
continuazione con il disastroso lavoro di quella precedente, sta portando verso un drastico ridimensionamento per mezzo della dismissione degli alberghi e probabilmente di altri rami aziendali ed
una rilevante riduzione del personale tramite cassa integrazione e prepensionamenti. L'esame di quelle carte permetterà quella conoscenza più approfondita della situazione reale di Terme che può
far capire se vi è un'alternativa alla strategia aziendale adottata dall'amministrazione. L'idea sarebbe infatti quella di rilanciare questa società che è il principale attore economico di tutto
il comprensorio termale ed il cui ridimensionamento ha inevitabilmente in tale realtà territoriale effetti devastanti. Non vorremmo che anche la Regione Emilia-Romagna, proseguendo
nell'atteggiamento delle amministrazioni con essa proprietarie di Terme, Comune di Salsomaggiore e Provincia di Parma, continui a gettare cortine fumogene sullo stato di Terme come avviene già da
parecchi anni, non consentendo appunto di capire a chi in esse è minoranza rispetto alle maggioranze di centrosinistra, cosa realmente succede al suo interno e di proporre soluzioni alternative a
quelle adottate finora con risultati pessimi".
(09 giugno 2010)
Fonte: parma.repubblica.it











