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09

giu

2010

CGIL: ELETTA LA NUOVA SEGRETERIA NAZIONALE

Il voto del direttivo: 107 a favore, 19 contrari, 13 astenuti e due schede bianche. Escono Agnello Modica, Piccinini, Megale e Rocchi; entrano Nicolosi, Barbi, Scudiere e Sorrentino. I profili dei nuovi segretari confederali

Il comitato direttivo nazionale della Cgil ha eletto la nuova segreteria confederale con 107 voti a favore, pari al 77%, 19 contrari (13,7%), 13 astenuti (9,4%) e due schede bianche. Hanno votato 141 membri su un totale di 156 aventi diritto, pari al 90,4%. Sono quattro i nuovi ingressi nella segreteria nazionale: Danilo Barbi, segretario generale della Cgil Emilia Romagna; Nicola Nicolosi, responsabile segretariato Europa della Cgil nazionale; Vincenzo Scudiere, segretario generale della Cgil Piemonte; Serena Sorrentino, responsabile Pari opportunità per la Cgil nazionale. I quattro subentrano a Paola Agnello Modica, Nicoletta Rocchi e Morena Piccinini, giunte dopo otto anni a scadenza di mandato, e ad Agostino Megale che andrà a guidare la Fisac Cgil. La nuova segretaria confederale eletta oggi dal direttivo risulta per tanto così composta: Guglielmo Epifani, Danilo Barbi, Susanna Camusso, Fulvio Fammoni, Vera Lamonica, Nicola Nicolosi, Enrico Panini, Vincenzo Scudiere, Fabrizio Solari e Serena Sorrentino.

Ecco di i profili dei nuovi segretari confederali:

Danilo Barbi è nato a Bologna nell’ottobre del 1955. Dopo essersi diplomato allo scientifico avvia gli studi universitari in Storia Contemporanea. Allo stesso tempo coltiva la passione politica e sindacale: nel 1978 si avvicina al sindacato lavorando al Centro Unitario Cgil Cisl e Uil di Bologna, contemporaneamente diventa dirigente provinciale della Federazione Giovanile Comunista Italiana dal 1978 fino al 1981. Terminata la sua esperienza in Fgci si dedica a tempo pieno al mondo del lavoro. Nel 1981 inizia il suo percorso in Cgil all’interno della struttura confederale regionale dell’Emilia Romagna occupandosi di mercato del lavoro fino all’84, quando entra nella segreteria regionale Cgil Scuola. Nella categoria si occupa delle politiche organizzative. Nel 1988 gli viene affidata la guida della Cgil Scuola di Bologna, una carica, quella di segretario territoriale, che manterrà fino al 1991 anno in cui viene eletto nella segreteria confederale della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna. Nella struttura della città capoluogo dell’Emilia Romagna ricopre responsabilità organizzative, gestendo in particolare le celebrazioni per il centenario della Camera del Lavoro, celebrato nel ’93. Dopo due anni diventa segretario generale della Cgil bolognese. Guida la Camera del Lavoro per otto anni, fino all’assunzione dell’incarico di leader regionale. E’ stato eletto per la prima volta segretario generale della Cgil regionale Emilia Romagna all'ottavo congresso dell’aprile 2002 e riconfermato nell’incarico nei successivi congressi regionali del 2006 e del marzo scorso.

Nicola Nicolosi è nato nel luglio del 1953 a Catania. A soli 16 anni, nel 1969, lascia la Sicilia e si trasferisce a Milano in cerca di lavoro. Nasce sindacalmente nel capoluogo lombardo nel pieno del biennio rosso passando dal movimento degli studenti al movimento operaio e sindacale che in quegli anni si mette in moto. Lì inizia il suo impegno politico e sociale. Comincia a lavorare in un giornale “Il Quotidiano dei lavoratori”. Passa poi al Comune di Milano dove si avvia in termini pieni la sua attività sindacale. Dapprima con lavori umili che gli consentono un “arricchimento” umano e professionale, va avanti attraverso concorsi interni e diventa agente di polizia municipale mentre frequenta scuole serali: si diploma e va all'Università, studi di Scienze Politiche. Cresce come referente sindacale del corpo dei vigili urbani e agli inizi degli anni '80 diventa il responsabile per la Cgil locale della polizia municipale milanese. Nel 1987 si trasferisce a Roma per entrare nell'apparato nazionale della Funzione Pubblica della Cgil. Rientra a Milano agli inizi degli anni '90 entra nella segretaria della Funzione Pubblica milanese come responsabile enti locali. Si occupa di tutti i soggetti che nella realtà milanese vestono la divisa in un periodo storico caratterizzato dalla fase di tangentopoli e dalla strage di Milano del '93, quella di Via Palestro, le bombe della Mafia. Nel 1996 entra nella segreteria confederale della Cgil lombarda con delega alle politiche industriali e macroeconomiche. Un ruolo che ricopre fino al 2006 anno in cui torna a Roma per ricoprire il ruolo di responsabile del Segretariato Europa della Cgil Nazionale. Sempre nel 2006 diventa coordinatore nazionale dell'area programmatica 'Lavoro Società. Cambiare rotta', subentrando a Gian Paolo Patta, carica che ancora ricopre. Sposato con una figlia fa il pendolare tra Roma e Milano.

Vincenzo Scudiere è nato a Torre del Greco nel 1953, in provincia di Napoli. Sposato con quattro figli. Si trasferisce nel 1973 a Milano dove, con un diploma di Ragioneria, fa studi di Economia. Dopo due anni nel capoluogo lombardo va ad Arona, in provincia di Novara, per raggiungere la famiglia. Lì comincia a lavorare come infermiere e inizia il suo percorso sindacale, nel 1975, a Novara nel sindacato degli ospedalieri. Abbandona gli studi e si dedica alla Cgil. Dopo quattro anni, nel 1979, passa a dirigere la Camera del Lavoro di Novara. Dopo circa dieci anni alla guida della struttura entra nel 1988 nella segretaria confederale della Cgil piemontese dove si occupa di organizzazione, di industria e di contrattazione. Nel 1990 diventa segretario generale della Camera del Lavoro di Ivrea, acquisendo deleghe in tema di industria e di contrattazione. Sono gli anni in cui gestisce e governa il difficile processo di ristrutturazione della Olivetti. Dopo tre anni, nel 1993, passa alla Camera del Lavoro di Torino in qualità di segretario generale e nel 2002 diventa segretario generale della Cgil Piemonte. Nel corso di questi ultimi diciassette anni lega strettamente il suo profilo sindacale a quello evolutivo di Torino. E’ di fatto testimone dei grandi processi di trasformazione industriale che hanno investito in questi anni la città e il Piemonte stesso, trasformando radicalmente il volto del territorio, sempre meno “industriale” e sempre più votato all’innovazione, alla ricerca e ai servizi.

Serena Sorrentino è nata nel luglio 1978. Napoletana, studi umanistici, vive e cresce nella provincia nord di Napoli dove forma la sua coscienza critica, partendo dalle condizioni di disagio dei giovani delle periferie, contro le quali intraprende vertenze aggregative cominciando dalle rivendicazioni attinenti al diritto allo studio e agli spazi sociali. Inizia, così, la sua esperienza politica a 13 anni, eletta sin dal primo anno rappresentante degli studenti. Nel 1994 è tra i fondatori del sindacato degli studenti medi e nel 2002 passa dal sindacato universitario alla Cgil entrando nella segreteria della Camera del Lavoro di Napoli a soli 23 anni, risultando così la più giovane segretaria confederale della storia della Cgil di Napoli. Nel primo anno le viene assegnata la responsabilità del welfare e la direzione della Camera del Lavoro di Castellammare di Stabia, dove segue vertenze importanti come Fincantieri e la riconversione e ricollocazione dei lavoratori dell'area torrese stabiese, attraverso il Contratto d'area e la programmazione negoziata. In seguito le viene affidata la responsabilità, oltre che del welfare, della scuola, università e ricerca, del pubblico impiego, della negoziazione sociale e territoriale, i bilanci degli enti locali, le politiche giovanili e la formazione sindacale. Profondamente legata al territorio, è da sempre impegnata nelle politiche di coesione, di sviluppo territoriale e nel contrasto alle forme di disagio per i soggetti più fragili, nella difesa del valore della legalità e della lotta alle mafie. Dal gennaio di quest'anno segue per la Confederazione di Corso d'Italia le politiche di pari opportunità in qualità di Responsabile Nazionale. Si definisce antirazzista da sempre, impegnata nei processi di stabilizzazione dei precari e di politiche attive del lavoro, esperta di pianificazione sociale e politiche di inclusione.

08/06/2010


Fonte: rassegna.it

 

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