FILCAMS FISASCAT ed UILTuCS di Bologna proclamano lo
SCIOPERO
per l’intera giornata del 1° MAGGIO
di tutti i lavoratori del commercio dei negozi del centro storico
Anche quest'anno il Comune di Bologna ha deciso di lasciare aperti i negozi nella giornata del 1° Maggio anche contro il parere delle organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori del
settore.
Riteniamo gravissimo il mancato rispetto della Legge regionale che stabilisce l'obbligo di chiusura nelle giornate festive a cui si può derogare solo previa concertazione con le organizzazioni
sindacali, comprese quelle dei lavoratori dipendenti.
Denunciamo che il Comune di Bologna non ha convocato le organizzazioni sindacali continuando ad applicare l'ordinanza sindacale del 2008, adottata senza confronto e contro il parere dei
rappresentanti dei lavoratori.
Riteniamo sbagliato e dannoso il ricorso alle aperture festive perché si mercifica e si svuota il senso di questa giornata proiettando il messaggio che nulla ha più valore della società dei
consumi.
Riteniamo sbagliato e dannoso il ricorso selvaggio alle aperture domenicali e festive ad ogni costo perché ancora una volta si tenta di affermare un ruolo distorto di servizio di pubblica utilità
attribuito al settore del commercio.
Riteniamo sbagliato e dannoso, oltre che di nessuna prospettiva di sviluppo, guardare al settore del commercio e alle difficoltà che attraversa riducendo, ancora una volta, la soluzione alla
liberalizzazione spinta delle aperture domenicali e festive dei negozi.
Pensiamo che in una situazione di crisi del nostro paese, di crisi dei consumi in cui molte famiglie e lavoratori vivono un forte disagio, sia fuorviante quanto inopportuno porre al centro dei
problemi la discussione sulla necessità di mantenere i negozi aperti il 1° MAGGIO.
Pensiamo che sarebbe sufficiente soffermarsi a guardare chi ogni giorno cerca lavoro, chi combatte per uscire da un lavoro fatto di precarietà, chi vive quotidianamente il lavoro nero, chi il
lavoro ce l’ha sperando ancora che sia quello di tutta una vita, chi vive ancora sfruttamento e bassi salari, chi ogni giorno cerca di migliorare le proprie condizioni per comprendere che le
risposte da dare, anche al settore del commercio, siano ben altre.
Riteniamo che si possa lavorare per un commercio che faccia convivere servizi, sviluppo e crescita in una dimensione più rispettosa delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per non riprodurre e alimentare le distorsioni di “tutti aperti e sempre aperto” e per non mercificare anche i valori e la memoria delle festività LIBERIAMO e RICONQUISTIAMO la festa del 1°
MAGGIO.
Bologna, 30 Aprile 2010











