Il monito del sindacato al congresso nazionale. Martini: “A fine sperimentazione torniamo al tavolo per verificare il nuovo modello”. Subito al lavoro sul prossimo rinnovo, piattaforma
unitaria difficile ma è possibile la firma comune
di Enrico Galantini
RICCIONE - Oggi (20 aprile) è il giorno del dibattito al congresso della Filcams. Con due iniziative speciali – una sui giovani a fine mattinata, una nel pomeriggio, con una tavola rotonda sul
diritto del lavoro e la legge sull’arbitrato – prima che, la sera, uno spettacolo di Antonio Albanese concluda la lunga giornata dei congressisti. Delegati e dirigenti di tutta Italia discutono e
portano le loro testimonianze sulle conquiste e i problemi che le molte realtà del settore vivono in tutto il paese. Una realtà che Franco Martini ha dipinto con precisione ieri nella sua
relazione. Che è attraversata da un respiro profondo nell’analisi della sfida che il sindacato ha di fronte nel ridisegnare un “futuro sostenibile del lavoro terziario”. E che proprio per
questo non nasconde tutte le difficoltà e le contraddizioni dell’oggi.
Dalla situazione insostenibile delle donne delle imprese di pulimento, con il salario già basso ulteriormente ridotto dai tagli del ministro Gelmini. Alle centinaia di migliaia di lavoratrici e
lavoratori per i quali “è stata messa la pezza della cassa integrazione in deroga“ ma che ora vedono avvicinarsi lo spettro dei licenziamenti visto che le casse delle Regioni sono prossime a
esaurirsi. Alle decine e forse centinaia di migliaia di ragazzi degli studi professionali, costretti a lavorare gratis nell’illusione di un praticantato che li faccia entrare nella
professione e che sempre più spesso decidono di emigrare all’estero. Ai lavoratori dell’indotto manifatturiero, prime vittime delle strategie industriali che guardano sempre più oltre confine.
Per tutti i lavoratori del terziario, ma anche per quelli di altri settori, la Filcams richiede di “rendere universale il sistema delle protezioni sociali, il ricorso agli ammortizzatori
sociali”. Perché non ci devono essere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B: tutti devono essere uguali davanti alla crisi.
Sul fronte dei contratti Martini ha detto con chiarezza che la Filcams non si farà “mettere all’angolo dall’accordo separato sul modello contrattuale”. “Facendoci trovare al tavolo, al termine
della sperimentazione per verificare il funzionamento del modello – ha spiegato –, staremo in campo, oggi ed in tutti questi mesi, per giocare la partita”. Ha ricordato con preoccupazione la
vertenza della vigilanza privata, che, dopo quindici mesi, “naviga in acque paludose”. Ma ha richiamato anche la conclusione “complessivamente positiva” (sulla quale comunque si esprimeranno i
lavoratori) del contratto del turismo con Confcommercio (quello con Confindustria presenta ancora qualche difficoltà). Un “compromesso onorevole per tutti,” che non fa “rientrare dalla finestra
quello che non avevamo voluto far entrare dalla porta” (leggi: accordo separato del 22 gennaio).
E qui non è mancata una nota polemica su chi (leggi: metalmeccanici) chiede “un po’ più di coordinamento sulla contrattazione”, ma non è disponibile a farsi coordinare e decide a prescindere,
“per poi misurare la coerenza degli altri sulle proprie scelte”. Sulla prossima costruzione della piattaforma per il rinnovo del terziario, Filcams Fisascat e Uiltucs hanno convenuto di mettersi
subito al lavoro, “per definire un ambito condiviso entro il quale elaborare le rispettive posizioni”. Difficilmente la piattaforma sarà unica, ha detto Martini, ma tre piattaforme “gemelle”
renderebbero meno difficile l’approdo di un contratto unitario. Su questa impostazione ha convenuto ieri nel suo intervento Brunetto Boco, segretario generale della Uiltucs, in un saluto per
nulla formale. “Ognuno ha dei riferimenti a cui deve essere coerente – ha ricordato – ma non sarà impossibile recuperare una situazione difficile”.
Più sfumato, sul contratto, l’approccio di Francesco Rivolta, intervenuto anche lui ieri a nome di Confcommercio. L’esponente della principale controparte dei sindacati non è andato al di
là di un generico auspicio di “soluzioni che rilancino il settore”, dopo un confronto che potrà essere “anche aspro”.
20/04/2010
Fonte: rassegna.it











