mar
20
apr
2010
FILCAMS: DIRETTIVO 'IN ROSA', OLTRE LA META' DONNE
Per la prima volta le donne saranno la maggioranza (100 sui 187 componenti totali, quasi il 54 per cento). Martini: “Rappresentiamo un mondo a prevalente occupazione femminile”
di Enrico Galantini
RICCIONE - Più donne e più giovani nel sindacato di domani. La Filcams che uscirà dal congresso di Riccione avrà queste caratteristiche. Un cambiamento che non può essere solo quantitativo, ma
che intanto comincia dai numeri: nel comitato direttivo nazionale che verrà eletto domani dal congresso, per la prima volta le donne saranno la maggioranza (100 sui 187 componenti totali, quasi
il 54 per cento). “La Filcams dovrà essere il sindacato donna della Cgil – ha detto Franco Martini nella sua relazione –. Perché il mondo che rappresenta è un mondo a prevalente occupazione
femminile”. Ma che cosa vuol dire essere un sindacato donna? Significa battersi per affermare il valore della differenza di genere nella società e nel lavoro; per il diritto delle donne ad avere
salari uguali agli uomini; per un lavoro compatibile con il ruolo della donna nella società (orari, tempi, permessi, ambienti di lavoro). Significa battersi per difendere il diritto al lavoro: il
27% delle donne, dopo il primo figlio, lascia per sempre il lavoro.
Ma ‘sindacato donna’ significa che anche il sindacato deve modificare il proprio modo di essere, per rendere compatibile la vita da dirigente con quella di donna, che significa tante vite in una,
di mamma, di moglie, di figlia, di assistente domestica. Una bella sfida anche questa.
E, a proposito di sfide, c’è anche quella del ricambio generazionale. Già visibile, qui al congresso, nella platea delle delegate e dei delegati, nel linguaggio di molti interventi, nel dare
spazio a fine giornata ai messaggi di chi segue il congresso via internet, nella stessa apertura “a sorpresa” del congresso, quando, oltre alla dirigente chiamata alla presidenza, si è
presentata, senza essere annunciata, una delegata dell’Ikea di Firenze per un intervento tutto costruito sui luoghi comuni del “sindacalese” – cinque minuti di “condivido in tutto la relazione
del segretario generale” e “mi avvio davvero a concludere” – che ha spiazzato un po’ una platea che non se lo aspettava.
Puntare sui giovani è un obbligo per essere in grado di rappresentare nuovi bisogni, per rispondere ad aspettative lontane dalla tradizione del sindacato. Da alcuni mesi la Filcams ha avviato un
lavoro sulle politiche giovanili da cui attingere per costruire i gruppi dirigenti del futuro. “Il nostro progetto di rinnovamento – ha detto ancora Martini – si fonda, soprattutto, sulla
conoscenza, sui saperi: il varo del Piano nazionale di formazione sindacale costituisce un vincolo e una discriminante per la selezione dei nostri quadri”. Un piano che comprende anche la
formazione di eccellenza, come il master promosso con l’Istituto superiore di formazione, giunto alla sua seconda edizione.
20/04/2010
Fonte: rassegna.it











