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09

apr

2010

PICCININI (SEGRETERIA CGIL): LA CRISI NON PUO' DIVENTARE UN ALIBI ANTI DIRITTI. RIPARTIRE CON UNA NUOVA MOBILITAZIONE

La segretaria Cgil, Morena Piccinini, nel suo lungo intervento conclusivo del congresso costitutivo della Filctem, lancia l'idea. Ripartire con una nuova iniziativa di mobilitazione, per riaffermare le nostre idee di rappresentanza e democrazia

di Roberto Greco


Per la Cgil è un grande orgoglio la nascita della Filctem, una categoria che unisce, non annette, tre grandi storie, quelle di chimici, tessili ed elettrici, che hanno dato lustro non solo al sindacato, ma a tutto il paese”. Così ha esordito la segretaria confederale Cgil, Morena Piccinini, nel suo lungo intervento conclusivo, durato 75 minuti, al congresso costitutivo della neonata federazione dell’industria, in corso da due giorni a Pesaro.

“Tre identità forti – ha proseguito la dirigente di Corso Italia -, ognuna caratterizzata da interessanti esperienze contrattuali e negoziali, riconosciute dai lavoratori e dalle stesse associazioni imprenditoriali”. Un patrimonio da valorizzare, su cui la Cgil fa affidamento per la costruzione di una nuova categoria industriale, “con caratteristiche distintive improntate al riformismo e alla costante volontà di sperimentare soluzioni originali, in grado di rispondere ai bisogni delle persone che rappresentiamo” – ha evidenziato Piccinini.

Una categoria, le cui ragioni costitutive, non sono mai state messe in discussione dagli stessi fautori. Nell’ambito del lungo percorso congressuale, caratterizzato dalla presentazione di due mozioni contrapposte, proprio la Filctem, secondo la segretaria confederale, con le sue diverse anime, rafforza il pluralismo, che è ampio e articolato, e preserva la Cgil nella sua unità, come raccomanda la stragrande maggioranza dei lavoratori, che ci dicono: discutete sul metodo, non sul merito delle questioni”.

Ora, di fronte alla crisi e ai grandi processi disgregativi in atto, “dobbiamo guardare oltre, c’è bisogno di una collaborazione e una responsabilità più alta e unitaria al nostro interno, per rilanciare il valore della confederalità, arrivando a una ‘tridimensionalità’ della nostra azione, che si deve esprimere nella contrattazione a tutti i livelli”. Sempre la Filctem, sarà fondamentale per l’affermazione di rinnovate politiche industriali interdipendenti fra loro, come lo sono chimica, tessile-abbigliamento ed energia, con alla base il senso della confederalità, per affrontare meglio tale complessità. “Abbiamo bisogno di fare questo percorso tutti insieme - ha detto Piccinini -, tanto più in questo momento di difficoltà del paese, non solo sotto il profilo economico, ma anche e soprattutto dal punto di vista dell’annullamento dei valori della Costituzione, oltreché di quelli morali e culturali, dove lavoratori, donne, giovani, anziani, immigrati, sono tutti contrapposti gli uni agli altri e lasciati soli: questo, come logica conseguenza delle politiche messe in piedi dall’attuale governo”.

Ma un paese senza un collante, senza una base comune, non va da nessuna parte, ha ricordato alla platea la segretaria confederale: “A noi il compito di ricostituire tale collante: anche noi, come Cgil, ci sentiamo soli di fronte alle ingiustizie ai danni dei singoli, ma spetta proprio a un sindacato come il nostro farsi carico dei tanti problemi e lottare per la difesa e riconquista del lavoro e dei diritti; è evidente l’affondo del governo di destra, di stampo sempre più reazionario, a tutte le istanze sociali che difendiamo. Cisl e Uil hanno rinunciato alla rappresentanza nei luoghi di lavoro e alla democrazia diretta e hanno scelto la strada del corporativismo”.

“Perciò - è l’idea lanciata dalla segretaria confederale -, dobbiamo ripartire con una nuova iniziativa di mobilitazione, per riaffermare le nostre idee di rappresentanza e democrazia, nell’ambito di un processo culturale e sociale, coinvolgendo il più possibile tutte le forme dell’associazionismo e le altre organizzazioni sindacali”. Tutto ciò, in opposizione a quanto stanno facendo imprenditori e governo per mettere in piedi un modello sociale sempre meno democratico, che toglie diritti, ridimensionando l’apparato pubblico, dalla sanità alla scuola, alla previdenza.

“La crisi è solo un alibi per cancellare i diritti – ha denunciato l’esponente Cgil -: il ddl sull’arbitrato non attacca solo l’articolo 18, ma l’intero Statuto dei lavoratori. Un disegno lucido, che si ripropone oggi, dopo i tentativi falliti nel ’94 e 2001. E bene ha fatto il Presidente della Repubblica nell’evidenziare i diritti lesivi di quel ddl. La battaglia è destinata a continuare, perché il governo ha predisposto un nuovo percorso in sede parlamentare, ma noi non permetteremo che ciò avvenga, proprio nel 40° anniversario della legge 300”. Così come la Cgil dice no al modello di derogabilità, la cui filosofia ha ispirato l’accordo separato del 22 gennaio 2009.

“Un modello che è fallito nei fatti – ha sottolineato Piccinini – e che proprio la Filctem, con i suoi numerosi contratti unitari rinnovati, ha contribuito a superare, affermando un nuovo modello contrattuale con valori universali, che possano valere anche per altre categorie e che vedano al centro i nostri valori di fondo, a partire dalla dignità del lavoro del singolo”. Tali rinnovi – ha concluso - sono anche la base per riaprire il tavolo con Cisl, Uil e Confindustria. E bene ha fatto la Filctem a proporre un nuovo contratto fra produttori, per una svolta nella ripresa produttiva, legata indissolubilmente al valore e alla dignità del lavoro“.

09/04/2010


Fonte: rassegna.it

 

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