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01

apr

2010

SUPERMERCATI: PERICOLO STRESS PER LE CASSIERE

I risultati di una ricerca a Bergamo: per gli addetti della grande distribuzione conciliare i tempi casa-lavoro diventa un’impresa. E sullo sfondo c’è il “ricatto” ai precari. “Stress professionale dilagante, è sottovalutato”

di Maurizio Minnucci


Fare dei figli? “Col nostro lavoro non è neppure pensabile”. Lui è sposato da poco, ma al momento è costretto a rimandare l’idea: “Tra me e mia moglie non ne avremmo il tempo”. Commessi, cassieri e banconisti devono farci i conti, perché con i turni e le aperture domenicali diventa assai arduo conciliare i tempi casa-lavoro e lo stress che si accumula è tanto, soprattutto sui precari e sulle donne. È il mondo della Grande distribuzione organizzata - la Gdo, com’è chiamata tra gli addetti ai lavori - dove più che in altri impieghi spicca questa difficoltà. La conferma arriva da una ricerca pensata dalla Filcams Cgil di Bergamo per puntare i fari sull’orario di lavoro in un comparto composto perlopiù di grandi gruppi, quasi tutte multinazionali, e dove continue variazioni di tempi, luoghi, contenuti e modalità di lavoro, assieme a ritmi sempre in crescita, rischiano di creare patologie sociali che non vanno sottovalutate.

Lo studio è stato commissionato per conto della Filcams da Roberto Rossi e condotto da Ada Franchi, dell’Università di Bergamo, i risultati si riferiscono al periodo dicembre 2009-febbraio 2010. “È questo un settore - si legge nelle conclusioni - che richiede la massima disponibilità per quanto riguarda l’orario. Flessibilità e irregolarità sono diventate costanti che causano disagi continui che a loro volta si riflettono nella vita privata, specie per le lavoratrici che debbono farsi carico anche delle mansioni domestiche”. Questo il quadro che emerge dalle interviste personali e da un focus group, strumenti usati dai ricercatori per gettare uno sguardo sociale sulla questione. “Analizzando la situazione di vita quotidiana - si legge - possiamo rilevare le maggiori difficoltà e pensare così a nuove strategie”.

L’invito che arriva dalla Filcams di Bergamo è proprio a non sottovalutare la questione dello stress. “Anche se ufficialmente è riconosciuto come patologia professionale - prosegue la ricerca -, pare che né a livello politico né a livello aziendale lo stress sia affrontato seriamente come problema da arginare. Il lavoro nella Gdo, soprattutto in alcune mansioni, espone a una costante fatica relazionale che induce forme di stanchezza, ansia e irritabilità. Si richiedono ai lavoratori sempre maggiori investimenti, sia in merito a risorse professionali e tecniche sia per motivazione e risorse psichiche”.

Sul fronte dei contratti, poi, si evidenzia una pessima e diffusa condizione dei precari che hanno scarsa tutela sindacale (iscritti o simpatizzati non sono proprio assunti) e vivono con il costante ricatto del rinnovo. “Tra le tante situazioni, ci è stato raccontato di un ragazzo molto disponibile e volenteroso che dopo alcuni mesi di lavoro non ha accettato di fare gli straordinari a ferragosto e proprio per questo non è stato riconfermato”.

“È importante che il sindacato si faccia conoscere - conclude il dossier - anche puntando su nuove forme di comunicazione per rilanciarsi, oltre che come servizio, anche come forza di aggregazione capace di infondere fiducia e di non far sentire soli. La posta in gioco è alta: bisogna allora intercettare le esigenze dei nuovi lavoratori e farle proprie, anche quelle non dette, lavorando su un benessere complessivo dentro e fuori dal luogo di lavoro”.

31/03/2010


Fonte: rassegna.it

 

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