ven
26
mar
2010
RAI PER UNA NOTTE: INTERNET PREMIA SANTORO
125mila accessi unici contemporanei per il programma. Centinaia di siti, tv, radio hanno costruito un network alternativo e non soggetto a censura. Un nuovo capitolo per l’informazione. Tanti
ospiti, il ritorno di Luttazzi, le operaie dell’Omsa
di Davide Orecchio
Centoventicinquemila mila accessi unici contemporanei alla diretta streaming di Rai per una notte, l’edizione “fuori dalla Rai” di Annozero del 25 marzo (Rassegna.it, per parte sua, ha
contribuito con punte di 2500 utenti unici contemporanei). Internet premia Michele Santoro, che dal Paladozza di Bologna comunica gli accessi al pubblico e sottolinea “il più grande evento sul
web nella storia italiana fino ad oggi”.
Gli accessi unici al sito di Rai per una notte, informano gli organizzatori (Fnsi e Usigrai), sono arrivati a un milione e 700mila. La trasmissione è rimbalzata su centinaia di siti, grandi e
piccoli. Su decine di web tv, emittenti radiofoniche (tra cui RadioArticolo1, che ha dedicato un lungo speciale all’evento) e televisive. In una sorta di grande network alternativo e non
disponibile, proprio per la sua vastità e capillarità, ad alcuna forma di censura. Una lezione per la comunicazione e l’informazione. Un nuovo capitolo.
Poi c’erano le piazze reali (a Milano, a Roma, e in molti altri posti). C’erano le tv e le radio. La somma finale dell’audience rischia di essere alta, per il programma censurato dalla Rai in
regime di par condicio. Piaccia o non piaccia, Santoro ha vinto la scommessa: il bavaglio è stato tolto e l’informazione ha potuto parlare. Si è parlato, e molto, delle conversazioni intercettate
dagli inquirenti tra Silvio Berlusconi, il consigliere dell'Agcom Giancarlo Innocenzi e il direttore generale della Rai Mauro Masi. Si è parlato di libertà di opinione e informazione. E si è
parlato di lavoro, con le operaie in lotta della Omsa, con i lavoratori della Renopress e con una ricercatrice precaria dell’Ispra.
E’ durato quasi tre ore e mezzo, Rai per una notte. C’erano i volti classici della trasmissione: Marco Travaglio, Vauro, Sandro Ruotolo. C’erano Gad Lerner (che ha parlato di “nuovi canali che si
aprono per l’informazione”, con questa serata), Giovanni Floris, Riccardo Iacona, Norma Rangeri, Morgan e Antonello Venditti, Loris Mazzetti, Roberto Natale. Sono stati mandati contributi video
di Mario Monicelli (che ha invitato a fare la rivoluzione), Roberto Benigni, Milena Gabanelli, Gillo Dorfles e molti altri.
La trasmissione si apre con i maxischermi che mostrano immagini dell’Istituto Luce con Benito Mussolini che arringa la folla. Sparisce il Duce e sullo schermo appare Silvio Berlusconi che si
rivolge alla sua piazza: “Volete esser spiati anche a casa vostra?”, dice Berlusconi. Però non gli rispondono i suoi, ma il pubblico del Paladozza:“Si!”. “Volete la rissa e i pollai sulle reti
pagate con i vostri soldi?”, chiede ancora il Cavaliere. E il Paladozza gli risponde ancora: “Si’!”.
Poi inizia il dibattito, con gli interventi degli ospiti. Tutti ruotano attorno a un unico filo conduttore: la necessità di un’informazione libera per una democrazia sana. E forse questa
trasmissione una cosa l’ha dimostrata: qualche anticorpo la democrazia italiana ce l’ha, e un antidoto ai bavagli già esiste.
Uno dei momenti più attesi è stato il ritorno di Daniele Luttazzi. Il comico colpito da otto anni di fatwa (l’editto bulgaro del Cavaliere, che oscurò anche Enzo Biagi e lo stesso Santoro) ha
dimostrato di non aver perso la propria esuberanza. Micidiale (e oggettivamente irriferibile) lo sketch sessuo-politico nel quale il comico ha spiegato cosa sta facendo Berlusconi all’Italia
senza censurarsi (è proprio il caso di dire) nemmeno un po’. E poi: “E’ così che ha cominciato Hitler, attenzione...”. E ancora: “Minzolini, Masi e Berlusconi fanno un uso criminoso della
televisione...Ho aspettato otto anni per dirlo”.
Nel frattempo Berlusconi, da Bruxelles, invitava l’Agcom a “impegnare le sue forze per sanzionare alcune trasmissioni che sono un obbrobrio incivile e barbaro, che sono veramente inaccettabili”.
Ma Santoro & Co. non sembrano affatto spaventati. La trasmissione, infatti, si è conclusa con un giuramento in stile piazza San Giovanni, pronunciato dallo stesso conduttore, da Vauro, da
Travaglio e dal pubblico: “Io Michele Santoro, noi pubblico di Annozero, giuriamo che la faremo sempre fuori dal vaso”. E poi, accompagnati dalla musica di Teresa De Sio, Santoro e colleghi sono
usciti dal Paladozza ballando, prendendo per mano le operaie dell’Omsa e della Renopress. Tanto per non dimenticare che è stato anche uno spettacolo.
RAI PER UNA NOTTE: OLTRE 13% DI SHARE
Oltre il 13% di share, con Rai e Mediaset che avrebbero perso 10 punti. Sono questi i primi dati Auditel resi noti da Michele Santoro sull'evento anti censura "Rai per una notte" di ieri sera,
trasmesso in diretta televisiva sulle piattaforme satellitari, analogica e digitale oltre che via web. Secondo il giornalista, "si profila un risultato straordinario".
26/03/2010
Fonte: rassegna.it
Commenti: 1
-
#1
il nao mafioso ha distrutto la Rai e l'informazione che avrbbero visuto una serata mitica con punte di Share del 30% visto che la RAI si vede in tutta Italia mentre A ntenna 3 o men che meno l'WEB,in Italia l'hanno ancora una minoranza!!ma il popolo ddella rete ha preferiito al libertà di informazione contro la censura preventiva del nano mafioso











