gio
11
mar
2010
SUSANNA CAMUSSO (SEGRETERIA NAZIONE CGIL): "DALLO SCIOPERO ASPETTIAMO UNA RISPOSTA DAL GOVERNO"
“Il nostro è un paese che da diciotto mesi è in una profondissima crisi economica. Ma il governo ha reagito come se questa crisi non ci fosse. Non ha ancora fatto una discussione con le parti
sociali. Doveva attuare un dibattito parlamentare ieri, ma ha preferito annullarlo per occuparsi, come sempre, solo degli interessi di una parte del paese, nonostante nel frattempo stiano
crescendo i tassi di disoccupazione e i dati sulla cassa integrazione, mentre continua a crollare la produzione industriale. Il declino avanza a grandi passi. Se la scelta del governo rimanesse
quella di non contrastare la crisi, il paese ne uscirà più povero e con meno lavoro”. Susanna Camusso, segretaria confederale della Cgil, ospite della trasmissione Italiaparla, lo dichiara ai
microfoni di RadioArticolo1, parlando dello sciopero generale indetto dalla Cgil per domani, 12 marzo.
“Dallo sciopero – ha proseguito la dirigente sindacale – ci aspettiamo risposte sulla tutela del lavoro, come l’aumento dei massimali della cassa integrazione, una norma per i collaboratori che
tuteli veramente il loro reddito. Chiediamo scelte di politica industriale. Che venga data la cittadinanza anche ai lavoratori migranti, perché non rimangano ostaggio della Bossi-Fini. Che si
proceda ad una restituzione fiscale per implementare i consumi ed aiutare le famiglie. Che si faccia una riforma del fisco che sposti la tassazione dal lavoro alle rendite”.
Sul collegato lavoro e la riforma del processo giuslavorista, la Camusso dichiara: “è un atto gravissimo, perché ribalta il principio finora riconosciuto che stabilisce che il lavoratore è la
parte debole. Principio alla base del nostro diritto del lavoro. E’ un attacco che riguarda l’insieme degli aspetti del lavoro e rende i lavoratori più ricattabili. Anche per questo – conclude la
segretaria confederale – la Cgil sarà, con le sue bandiere, in piazza sabato 13. E’ evidente che in un paese che diventa disuguale si crea anche una questione di democrazia. E un governo che
continua a pensare a se stesso e a fare strage della legge e del diritto, è un governo che mette a rischio la democrazia del paese”.
Ascolta l'intervista su radioarticolo1.it
Roma, 11/03/2010

