ven
05
mar
2010
ARTICOLO 18: DDL LAVORO INCOSTITUZIONALE
Epifani: si chiede al lavoratore di rinunciare alla magistratura e ai suoi diritti.
Rinaldini: lo sciopero del 12 contro il ddl.
Treu: la norma è incostituzionale.
Cofferati: grave attacco, tornare in piazza.
Cisl e Uil: nessuna barricata.
Resta alta la polemica, all’indomani dell’approvazione del ddl lavoro in Senato. Sul testo, che tra le varie misure introduce l’arbitrato nelle controversie di lavoro (leggi qui tutte le misure del ddl, oppure scarica il pdf), il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha annunciato un
possibile ricorso per incostituzionalità. Le parti che potrebbero sollevare l’attenzione dei magistrati della Corte costituzionale riguardano la possibilità di derogare alla legge e ai contratti
collettivi di lavoro (leggi l’analisi del giuslavorista Massimo
Roccella). “Se si chiede ad un lavoratore che deve essere assunto di rinunciare alla magistratura per la difesa dei suoi diritti – ha detto il 4 marzo Epifani - non è pienamente libero di
dire di no e se dice di sì finisce sotto schiaffo del datore di lavoro”. Le reazioni degli altri sindacati (Cisl e Uil) sono state più tiepide (vedi sotto). E il ministro del Lavoro Maurizio
Sacconi ha parlato dell’opposizione dei “soliti noti”, riferendosi alle reazioni in casa Cgil. “Potrei dire che anche Sacconi è il solito noto ma è una battuta da avanspettacolo, mentre bisogna
ragionare sul merito”. Questa la replica di Epifani, secondo il quale “non ci sono soliti noti né da una parte né dall’altra e non c’è una questione di buona o malafede”.
Secondo Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, “uno degli obiettivi prioritari dello sciopero generale del 12 marzo” dev’essere la protesta contro il ddl. Secondo Rinaldini “il governo
ha scelto di evitare un’operazione frontale svuotando il significato dell'articolo 18”. A suo avviso in questo modo “le imprese assumeranno soltanto chi accetterà la clausola di rinunciare
all'articolo 18”. Il provvedimento, secondo Rinaldini, “fa parte di una serie di piccole leggi che vengono fatte quotidianamente per smantellare le tutele dei lavoratori nel silenzio più
assoluto”.
Il senatore del Pd Roberto Treu, vicepresidente della commissione Lavoro, ricorda che il ddl “contiene una congerie eterogenea di norme”, la più “grave delle quali” è quella sull’arbitrato.
“L’arbitrato- scrive Treu in un articolo pubblicato dal quotidiano Europa - può essere utile a risolvere rapidamente anche le controversie di lavoro. Ma attribuire all’arbitro il potere di
decidere a prescindere o contro le norme inderogabili di tutela del lavoro, senza possibilità di appello al giudice, vuol dire contraddire la natura stessa protettiva del diritto del lavoro e
vanificare le tutele del lavoratore. Sarebbe come ammettere che si possa rinunciare alle ferie, agli orari massimi, alle norme sulla sicurezza, e anche alla tutela dai licenziamenti ingiusti, di
cui all’articolo 18”. Per l’esponente del Pd, “non basta dire che l`arbitrato è volontario. Un lavoratore quando è in posizione di debolezza può essere ‘costretto’ ad accettare una clausola
arbitrale che pregiudichi i suoi diritti futuri, compreso quello a non essere licenziato ingiustamente secondo articolo 18. Questo non è ammissibile. La norma e’ inaccettabile nel merito e
probabilmente anche anticostituzionale”.
Cofferati, grave attacco, tornare in piazza
Quello che rimette in discussione l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori “è un provvedimento grave”. E la risposta di sindacati e opposizione deve essere “un’iniziativa di massa nelle piazze
e nei luoghi di lavoro”, per impedire che il disegno di legge venga approvato dalla Camera. Suona la carica l’ex leader della Cgil, Sergio Cofferati, oggi europarlamentare del Pd, che otto anni
fa portò in piazza tre milioni di persone proprio contro le modifiche alla norma sui licenziamenti senza giusta causa volute dal governo Berlusconi. “Spero ci siano le condizioni per una
iniziativa unitaria del sindacato e per un’iniziativa politica forte da parte dell’opposizione”, ha auspicato Cofferati in una conversazione con l’Ansa, sottolineando come il “provvedimento di
oggi è molto peggiore del provvedimento di otto anni fa”.
Cisl e Uil: nessuna barricata
Per la Uil un ricorso all’arbitrato in alternativa al giudice per la risoluzione dei rapporti di lavoro è “un’alternativa ragionevole”. Lo ha spiegato intervenendo al programma Mediaset Mattino
Cinque il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti che ha poi assicurato che la Uil “non farà le barricate”. “La mia interpretazione”, ha spiegato Angeletti, “per quello che ho potuto
capire dalla norma è che in realtà è un’opzione alternativa e non sostitutiva. Il lavoratore di fronte a un licenziamento che ritiene illegittimo può o accettare di fare un accordo oppure
ricorrere al giudice”.
Per il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini, “la clausola compromissoria agisce solo ove ciò è previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro o da accordi interconfederali
siglati dai sindacati nazionali più rappresentativi”. “Insomma – prosegue Santini - la materia sarà disciplinata dai contratti collettivi (in Italia i contratti individuali sono rarissimi). Al
più presto ci sarà un accordo interconfederale che regolerà questa materia. I contratti diventeranno la normativa e la fonte a cui farà riferimento l’eventuale arbitro”. “I lavoratori - conclude
il sindacalista – potranno scegliere questo secondo canale quando sarà regolato entro i prossimi 12 mesi. Nelle prossime settimane avvieremo un confronto con Confindustria e le altre associazioni
imprenditoriali per preparare un avviso comune per disciplinare questa materia”.
- Il ddl approvato (vedi il testo)
- Il commento: E' una controriforma
- Il muro del silenzio
04/03/2010
Fonte: rassegna.it

