Una nuova difficile vertenza sul fronte della tenuta dei livelli occupazionali si è aperta ieri in provincia di Modena.
I Sindacati di categoria CGIL, CISL e UIL dei settori Tessile abbigliamento e Commercio Terziario, hanno incontrato ieri i lavoratori e successivamente la Direzione Aziendale del gruppo
Champion Europe SpA al fine di iniziare il confronto sulla procedura di mobilità aperta dall’azienda, riguardante 57 lavoratori occupati nelle sedi di Carpi, Campogalliano e Firenze.
Le OOSS hanno affermato la propria contrarietà ad ipotesi di riduzione strutturale della forza lavoro, aprendo nel contempo all’ipotesi di una comune valutazione sull’utilizzo di tutti i
possibili ammortizzatori sociali. E’ stato fissato con la Direzione aziendale un ulteriore incontro il prossimo 9 febbraio.
Le OOSS ritengono necessario giungere a soluzioni alternative ai licenziamenti, che salvaguardino il più possibile nel nostro territorio le competenze e la professionalità dei lavoratori, anche
nella ricerca di una intesa che apra nuove prospettive di investimento e di sviluppo.
Modena, 29 gennaio 2010
Sindacati Tessile Modena
Filctem/Cgil, Femca/Cisl, Uilta/Uil
Sindacati Commercio Modena
Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil
Commenti: 4
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#1
Ma lo vogliamo capire che le tasse sono alte in questa nazione (43% sull'utile aziendale) e che aziende come la Champions non ci dovevano neanche venire qui in Italia??? Lo vogliamo capire che dobbiamo rivedere lo statuto dei lavoratori perchè in Italia è più facile divorziare che licenziare in contratto a tempo indeterminato e per i giovani quest'ultimo ormai è solo una utopia? Avete consolidato un baraccone statale costoso e inefficenze che ci sta costando caro. E i sindacati ne hanno la colpa. Che cavolo scioperate quando non si assume nel pubblico impiego??? I lavoratori lì vanno licenziati veramente, le tasse abbassate sull'utile delle impese e vedrete che la Champions rimane in Italia.
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#2
Il 12 Marzo 2010 ci sarà uno sciopero generale nel quale la CGIL chiede di poter discutere di una sua proposta fiscale che riduca le tasse ai redditi medio-bassi. Ne trovate notizia anche tra le News in questo sito.
Per il resto delle considerazioni di Antonio noi siamo convinti che da questa crisi si esce solo mettendo il lavoro al centro e riconquistando diritti universali per tutti. Significa, per esempio, che il contratto di lavoro a tempo indeterminato deve tornare ad essere la norma e non l'eccezione. Infatti siamo convinti che ci sia uno sviluppo possibile solo se i lavoratori avranno tutti le stesse opportunità e le stesse tutele.
Non è una caso che ci battiamo per contrastare questa lotta al massacro che mette in contrapposizione i padri con i figli, i nonni con i nipoti. Questa logica non ci appartiene perché produce solo frammentazione e maggiore precarietà.
Il nostro impegno resta quindi quello di riconquistare diritti che purtroppo sono stati erosi.
Collettivo contrattoseparato.com -
#3
Secondo me da un lato bisogna allargare le cause che portano al recesso di un contratto a tempo indterminato, poi bisogna rivedere nuovamente al ribasso il sistema pensionistico e allo stesso tempo aumentare gli ammortizzatori sociali per i giovani tra un lavoro e l'altro e rafforzare le istituzioni private e pubbliche che si occupano di formazione, qualificazione e ricollocamento (su modello anglosassone/olandese).
In famiglia sto vivendo un mezzo dramma perché a un familiare quando le stava per scadere il contratto di inserimento in OVS-Coin le stavano giá preparando il contratto a tempo indeterminato ma poi dopo l'acquisizione Upim hanno bloccato questo tipo di assunzioni, sostituendo il contratto di inserimento con lavoratori a tempo determinato. Palesando il rifiuto a voler fare questo contratto a tempo indeterminato, nonostante ve ne fosse bisogno. I sindacati oltretutto non sono neanche riusciti a verbalizzare un intesa a costo zero che prevedeva la rivalutazione di una parte dei lavoratori tagliati in questo modo nel caso che in futuro si tornasse ad assumere.
Poi si aspettava il 30 Gennaio che questa persona venisse assunta da Game 7 (gruppo Champions), aveva giá mandato i documenti ma é arrivata la notizia dei tagli e lo spostamento della produzione all'estero.
Quando ho un familiare mezzo depresso in casa che non trova lavoro e che é quattro anni che vada bene o vada male viene lasciato sempre a casa e non riesce a costruirsi una professionalitá e ho metá degli amici che lavorano giá all'estero e non hanno mezza voglia di tornare in questo paese, devo dire che tutto va bene?? Quando é palese che qui la nostra economia sta andando a fondo e che il mercato del lavoro premia esclusivamente l'anzianitá di chi é iper protetto da un contratto a tempo indeterminato, finendo per penalizzare l'apparato produttivo stesso.
Noi siamo a qualche passo dall'emigrare.
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#4
Noi crediamo sia necessario praticare politiche di inclusione e non di esclusione. Nello specifico, tra le cose che scrivi, crediamo sia fondamentale un'estensione degli ammortizzatori sociali, ma non solo per la "categoria" dei giovani, ma come tutela universale per tutti i lavoratori.
Detto questo pensiamo che praticare una operazione di inclusione, come la tratteggi tu, che svuota i diritti dei lavoratori che erroneamente identifichi come "iper-protetti" e li abbassa per adeguarli a quelli che hanno le condizioni peggiori sia una scelta politicamente sbagliata. Crediamo che la cultura che ci viene quotidianamente proposta che identifica i problemi economici, ma non solo, nella lotta generazionale (i nonni rubano il posto ai padri ed i padri rubano il posto ai figli) sia una cultura che non può che generare disgregazione sociale e che produce solo una divisione del mondo del lavoro. Non la possiamo accettare e deve essere contrastata.
Collettivo contrattoseparato.com 










