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SCIOPERO CGIL 12 MARZO 2010: PER SUSANNA CAMUSSO SI SCIOPERA A DIFESA DI OCCUPAZIONE E DIRITTI

"Abbassare la prima aliquota, estendere gli ammortizzatori anche ai migranti, riorganizzarsi senza che le aziende ne approfittino"
Il lavoro è il punto di partenza dello sciopero generale del 12 marzo. Lo ribadisce la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso, intervistata oggi (27 gennaio) da RadioArticolo1. “Bisogna difendere l’occupazione e i luoghi di produzione – afferma -, gli ammortizzatori vanno estesi: basti pensare ai lavoratori a progetto che finora hanno ricevuto un’una tantum risibile”. E’ necessario, secondo la sindacalista, garantire che gli accordi sulla cig in deroga abbiano seguito: “Gli ammortizzatori sono una condizione necessaria per i processi di riorganizzazione delle imprese, resi necessari dalla crisi”.

Sul tema fiscale, conferma la richiesta della Cgil: abbassare la prima aliquota dal 23% al 20%, cioè quella che riguarda la maggioranza di lavoratori dipendenti e pensionati. “Bisogna fare della lotta all’evasione la vera linea fiscale, e non gli scandalosi condoni che continuiamo a vedere”.

Le tutele dei migranti sono un’altra ragione dello sciopero. “Se decidessero di scomparire dal mondo del lavoro – sostiene -, si fermerebbe tutto il paese. Bisogna smettere di considerarli un problema, sono una risorsa e bisogna avere politiche coerenti: estendere gli ammortizzatori anche per loro e sospendere la legge Bossi-Fini, che impedisce di cercare un nuovo lavoro bollandoli come clandestini”. I fatti di Rosarno sono un esempio: “Il punto fondamentale è definire politiche di accoglienza – secondo Camusso -, impedire che criminalità organizzata e caporali riducano i lavoratori in schiavitù”.

Infine interviene sulle aziende in crisi. “In qualche caso c’è una strumentalizzazione – dichiara – per esempio Omega e tutte le sue denominazioni (Agile, ex Eutelia, ndr) fanno parte di capitolo più vicino al malaffare che alla crisi. A Termini Imerese bisogna dare una prospettiva industriale alla zona, anche con una responsabilità della Fiat, non può limitarsi a dire che chiuderà il sito. Insomma – conclude -, il sistema va riorganizzato impedendo alle aziende di approfittarne”.

27/01/2010


Fonte: rassegna.it

 

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