lun
25
gen
2010
PIU' EVADONO, PIU' PAGHI
Megale: la proposta della Cgil sulla riforma fiscale richiede risorse pari a 1,5 punti di Pil nell’arco di un triennio con l’obiettivo di diminuire le tasse e aumentare il reddito netto di
100 euro mensili per pensionati e lavoratori dipendenti
di Ivano Maiorella*
Negli ultimi trent’anni i lavoratori dipendenti e i pensionati sono stati sottoposti ad uno sforzo fiscale senza pari in Europa: la pressione tributaria è progressivamente aumentata e non c’è
stata la restituzione del fiscal drag. Nel contempo, è stata ridotta in maniera sensibile la tassazione su imprese, patrimoni e rendite. E, sullo sfondo, l’evasione fiscale continua a diffondersi
indisturbata. Una situazione di palese ingiustizia, secondo la Cgil, che ha spinto il sindacato a chiedere urgentemente al governo un tavolo di confronto su questi temi e a lanciare le sue
proposte in materia di fisco giusto con una campagna di informazione diretta a tutti i cittadini. La campagna nazionale culminerà a febbraio con iniziative e punti informativi in tutta
Italia.“Più evadono, più paghi”: questo è lo slogan scelto. “Vogliamo una politica fiscale più equa: c’è qualcuno che deve pagare di più affinché qualcun altro paghi di meno” dice Agostino
Megale, segretario confederale Cgil, intervistato su RadioArticolo1, che aggiunge: “Chi deve pagare di meno sono i lavoratori e i pensionati, chi deve pagare di più sono coloro i quali hanno
fatto dell’evasione e dei condoni una modalità per arricchirsi ulteriormente”.
Un paio di settimane fa il presidente del Consiglio aveva lanciato una riforma fiscale, che si è rimangiato nel giro di quarantott’ore: segno che vuole lasciare le cose come sono. “Le operazioni
propagandistiche di questo governo non vanno – prosegue Megale –. La crisi continua a colpire in maniera diversa e si incattivisce maggiormente con le famiglie più povere che oggi lo sono sempre
di più. Chi viveva in una situazione agiata non ha avuto danni dalla crisi. Il governo deve smetterla con operazioni propagandistiche. La verità è che negli ultimi due anni la pressione fiscale
per pensionati e dipendenti è aumentata di un punto e mezzo, passando dal 42 al 43,44 per cento. E operazioni come lo scudo fiscale, che noi abbiamo criticato, puntano sulla strategia dei condoni
e non combattono affatto l’evasione fiscale”.
La proposta della Cgil sulla riforma fiscale richiederebbe risorse pari a 1,5 punti di Pil nell’arco di un triennio con l’obiettivo di diminuire le tasse e aumentare il reddito netto di 100 euro
mensili per pensionati e lavoratori dipendenti, con beneficio immediato per le famiglie. L’effetto sarebbe quello di rilanciare la domanda e contrastare la crisi e allo stesso tempo combattere le
disuguaglianze nella distribuzione del reddito, generate da un’alleanza tra profitti e rendite a scapito del lavoro. “La nostra proposta per un fisco equo è anche un appello alla legalità e alla
civiltà, un patto tra gli onesti – conclude Megale –. Auspichiamo che anche Cisl e Uil tornino a lavorare con noi su questi temi, così come avevamo fatto per mesi: la divisione è un regalo di cui
trae beneficio soltanto il governo”.
La Cgil propone una vera lotta all’evasione fiscale insieme alla riforma dell’Irpef finalizzata all’aumento del reddito per le fasce sotto i 55.000 euro e all’estensione della quattordicesima per
i pensionati. Infine, viene proposta una tassazione del 20 per cento sulle rendite finanziarie, una imposta sulle grandi ricchezze e misure di fisco premiale per le imprese che investano in
ricerca, innovazione, formazione.
* RadioArticolo1
25/01/2010
Fonte: rassegna.it
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