mer
23
dic
2009
TAVOLO ISTITUZIONALE PER SALVAGUARDARE I 40 POSTI DI LAVORO DEL COIN DI VIA MAZZINI A PARMA
H&M al posto di Coin nuova mappa del commercio
Incontro in Provincia tra parti sociali, istituzioni e dirigenti dei grandi magazzini: "Faremo di tutto per far restare il marchio a Parma" assicura Ferrari. Sempre più probabile il
trasferimento altrove in città. E sul negozio di via Mazzini ci sarebbe l'interesse della grande catena di abbigliamento
di Marco Severo
Insert Coin. Lo chiedono Cgil e lavoratori, che in Provincia hanno incontrato i dirigenti dei grandi magazzini. L'auspicio è che il negozio di via Mazzini non chiuda baracca e burattini, malgrado
il contratto di locazione sia stato già disdettato. Entro la fine di marzo 2010 lo storico edificio del centro dovrà essere liberato: "Faremo di tutto - dice però Pier Luigi Ferrari,
vicepresidente di piazzale della Pace - affinchè questo marchio non lasci Parma". L'ipotesi, assai concreta, è che Coin venga trasferita altrove: "Il Comune si sta adoperando per compensare in
qualche modo ciò che i grandi magazzini dovranno abbandonare" rivela Paolo Zoni, assessore comunale alle Politiche per il commercio presente all'incontro. "La proprietà paga un affitto annuo di
un milione e mezzo di euro - spiega Michele Larini della Filcams Cgil - una cifra considerata non più sostenibile". Il titolare dello stabile è Rolli, lo stesso delle industrie alimentari. Ci
sarebbe già un marchio interessato ai locali ora occupati da Coin: "Si parla della H&M - dicono i sindacati - catena di abbigliamento giovanile che al momento ha un punto vendita all'interno
del Barilla center". La magliette low cost al posto d'un grande magazzino attivo a Parma dal 1964.
Per fare il punto, in piazzale della Pace, sono venuti da Venezia i dirigenti Coin. Oltre un'ora è durato il colloquio, a porte chiuse, con le parti sociali e le isitituzioni. Sul tavolo anche la
seconda partita, l'interesse di Coin per il marchio Upim. A Parma, la trattativa finisce per intrecciarsi fortemente con la vertenza principale: "Vista la vicinanza fisica in via Mazzini dei due
negozi - ragiona il sindacato - è molto probabile che l'eventuale unico locatario non sarebbe più interessato a tenere i negozi nello stesso angolo della città". In ballo ci sono 40 posti di
lavoro, come ricorda Larini: "A questi andrebbero aggiunti i 30 dipendenti della Upim, che a questo punto verrebbe coinvolta direttamente nella trattiva". Un presidio, davanti al palazzo della
Provincia, è stato organizzato dalla Cgil (nonostante il cosiddetto 'gelicidio'): "Svendita promozionale - si legge su uno striscione - da Coin offresi 40 posti di lavoro". Un'anziana donna si
ferma e cerca rassicurazioni: "Non chiudete la Coin, vero?". Chissà. Su, a Palazzo, se ne sta discutendo: "Auspichiamo fortemente che il negozio di via Mazzini resti aperto e che venga
salvaguardato il dato occupazionale" dirà alla fine Francesca Balestrieri della Filcams-Cgil. Il tavolo delle trattative è stato aggiornato all'8 gennaio: "Allora sapremo essere più precisi"
concludono laconici i dirigenti veneziani. Insert Coin allora. E buon Natale ai lavoratori.
(23 dicembre 2009)
Fonte: parma.repubblica.it
Coin, si lavora perché il marchio resti a Parma
Oggi il tavolo istituzionale in Provincia. Prossimo incontro l'8 gennaio
Parma, 23 dicembre 2009 – Primo incontro in Provincia, questa mattina, sulla situazione della Coin di via Mazzini. Un incontro chiesto dai sindacati e dai lavoratori, che sperano che ci siano
ancora spiragli perché Coin possa restare non solo a Parma ma nella sua sede storica, il palazzo nel centro città nel quale si trova dagli anni Sessanta e per il quale la proprietà Coin giudica
l’affitto non più sostenibile. All’incontro hanno partecipato il vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, l’assessore provinciale al Lavoro e alla Formazione professionale Manuela
Amoretti, l’assessore al Commercio del Comune di Parma Paolo Zoni, i dirigenti Coin, i rappresentanti della Filcams Cgil e le rappresentanze dei lavoratori.
“Quello che emerge è che tutti operiamo perché questo marchio, realtà storica per il tessuto commerciale di Parma e per il territorio, rimanga a Parma. Ed è importante che davanti a un dato
occupazionale di rilievo, quaranta persone, si faccia di tutto perché questo dato occupazionale rimanga”, ha detto al termine il vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari. “Questo è un
marchio storico – ha confermato l’assessore comunale Paolo Zoni - e c’è tutto l’interesse della città a mantenerlo a Parma. Questo marchio ora si trova nell’asse commerciale più importante per
attrattività della città: c’è tutto il nostro interesse a far sì che l’attrattività dell’asse non possa calare e ci adopereremo in tutti i modi per facilitare la permanenza di questo marchio su
Parma. C’è tutta la possibilità per operare bene, in primis considerando il servizio che questo marchio ha dato alla città in tutti questi anni e il dato occupazionale”.
“Con l’intervento delle istituzioni – ha commentato Francesca Balestrieri della Cgil – noi auspichiamo di scongiurare la chiusura del Coin, che rappresenterebbe un enorme problema occupazionale
per il nostro settore e per la città, e di scongiurare la perdita di una realtà produttiva storica nel centro cittadino, con un problema di continuità del lavoro e di qualità del lavoro.
Auspichiamo che con questo intervento si possa trovare una soluzione per mantenere, magari anche con diverse modalità, questa realtà su Parma”.
Il tavolo istituzionale sulla Coin tornerà a riunirsi l’8 gennaio.
Fonte: notizie.parma.it
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