sab
19
dic
2009
TERME DI TABIANO (PR): LA CHIUSURA INVERNALE E' UN ERRORE
Francesca Balestrieri: «Strategia sbagliata. Non si rilancia in questo modo una azienda in difficoltà». Sindacati sul piede di guerra contro la serrata dello stabilimento Respighi. Inizia la
mobilitazione del territorio. Da oggi verranno affissi manifesti contro la decisione dei vertici termali. Le organizzazioni dei lavoratori, nel caso in cui l’appello non venisse accolto, sono
pronte a proclamare lo sciopero generale
di Manrico Lamur
Chiudere le terme di Tabiano è un errore!». Ad affermarlo sono i sindacati che nel corso di un incontro, al quale hanno partecipato la segretaria generale Filcams Cgil di Parma, Francesca
Balestrieri, il segretario della Camera del Lavoro di Salsomaggiore, Antonio Gasparelli,oltre ad alcuni delegati delle due aziende termali,hanno sottolineato la loro contrarietà alla serrata
dello stabilimento Respighi dal prossimo 10 gennaio al 28 di marzo.
«L'azienda dice che occorre chiudere le terme di Tabiano in inverno per realizzare “economie di scala” ma non si rilancia con una chiusura un'azienda in difficoltà – ha affermato Balestrieri – In
questo caso infatti il risparmio di risorse sarebbe minimo perché ci sono comunque dei costi fissi da sostenere».
Secondo i sindacati, infatti, nel periodo in esame alle terme di Tabiano lavorano otto dipendenti stagionali e sei fissi per un costo totale pari a circa 130 mila euro,mentre i costi per
mantenere in funzione gli impianti ammontano a 15 mila euro in fase di apertura, a 9 mila in caso di chiusura. Si evince, quindi, che i ricavi realizzati nel periodo si aggirerebbero sui 200 mila
euro.«Che senso ha fermare questa attività? Sarebbe un gravissimo errore strategico – ha sottolineato Gasparelli – Si tornerebbe così ad una stagionalità di 8 mesi, mentre per il periodo di
chiusura rimarrebbero aperte le terme di Salso e quelle del Grand Hotel Astro di Tabiano che non garantirebbero un così elevato fatturato. Chiediamo che il piano industriale sia rivisto e
contestualizzato nel territorio – ha proseguito – Sulle terme si basa l'economia cittadina e la chiusura rappresenta un passo verso il declino. I nostri appelli fino ad oggi sono rimasti
inascoltati».
Da oggi,da parte dei sindacati verranno affissi manifesti contro la chiusura delle terme di Tabiano. «Nel caso in cui l'appello al mantenimento dell'apertura non venisse ascoltato – ha concluso
Gasparelli – siamo pronti ad organizzare altre forme di protesta a partire dallo sciopero generale».
Fonte: L'informazione di Parma del 16/12/2009
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