gio
17
dic
2009
INTERNET ED INFORMAZIONE: IL SEGRETARIO NAZIONALE CGIL FAMMONI DICE NO A MISURE SENZA UN CONFRONTO
"Non si può intervenire su una materia come l'informazione senza alcun trasparente confronto". E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, in merito ai provvedimenti
sul web che il governo potrebbe adottare. "La trasparenza, insieme al merito e al metodo, sono aspetti fondamentali, in particolar modo da parte di un governo che ha un evidente problema di
conflitto di interesse", aggiunge.
"Veniamo a conoscenza solo dalla stampa – spiega – del fatto che il governo vuole intervenire in modo ampio sull'informazione: dagli affollamenti pubblicitari delle Pay Tv, con effetti molto
diversi fra chi ha già raggiunto o meno i nuovi tetti che saranno fissati, scontentando peraltro contemporaneamente l'emittenza locale e la carta stampata; alla percentuale di produzione e
trasmissione di contenuti italiani ed europei, già bassa e spesso disattesa". In questo quadro Fammoni ricorda, inoltre, "che i fondi pubblici allo spettacolo sono già stati ridotti, e così si dà
un ulteriore picconata all'industria culturale italiana.
"Ma non basta - prosegue il segretario -. Se confermato si intende intervenire anche e senza alcuna discussione sulla trasmissione di dirette tramite Internet, prevedendo l'autorizzazione del
governo. Non solo dunque si vuole decidere sulle dirette del servizio pubblico, ma estendere questa decisione anche a Internet". Inoltre, continua, "non è ancora chiaro come si ripristinerà il
diritto soggettivo per l'editoria: al momento non si sa se ci sarà qualcosa nel milleproroghe o tutto slitterà al prossimo anno".
Insomma, a giudizio della Cgil, sono provvedimenti che "come 'pacco di natale' appaiono veramente eccessivi. Ma al di là delle facili battute, una cosa deve essere chiara: non si può intervenire
su una materia come l'informazione senza alcun trasparente confronto. E visto che si procede con provvedimenti sbagliati è bene allora prevenire: si sta proponendo, anche in questo caso senza
alcuna informazione, il rinnovo del contratto di servizio Rai. Norme che limitino ancor più l'autonomia del servizio pubblico o di carattere censorio da parte del governo - conclude Fammoni - non
sarebbero accettabili".
16/12/2009
Fonte: rassegna.it











