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11

nov

2009

LA CGIL SI AVVIA AL 16° CONGRESSO CON DUE DOCUMENTI CONTRAPPOSTI

La convention di Rimini si terrà dal 5 all'8 maggio 2010.

La sintesi delle due mozioni: "I diritti e il lavoro oltre la crisi", presentata da Guglielmo Epifani, e "Per la Cgil che vogliamo", primo firmatario il leader dei bancari Domenico Moccia.

"I diritti e il lavoro oltre la crisi" e "Per la Cgil che vogliamo", sono questi i due documenti con cui la Cgil si presenterà al sedicesimo congresso che si terrà a Rimini dal 5 all'8 maggio 2010. Il primo, proposto dal leader Guglielmo Epifani, affronta la crisi e lancia dieci proposte che vanno dalla riduzione delle tasse sul reddito da lavoro e pensione, alla riforma degli ammortizzatori sociali fino al blocco dei licenziamenti. L’altro, primo firmatario il segretario dei bancari Domenico Moccia e a seguire il segretario confederale Nicoletta Rocchi e i leader della Fiom, Gianni Rinaldini, e della Fp, Carlo Podda, chiede l'introduzione delle primarie nel mondo sindacale e ritiene indispensabile l'aumento delle pensioni più basse, oltre alla lotta alla precarizzazione e il ripristino della centralità del lavoro a tempo indeterminato.

I due documenti sono stati assunti oggi (10 novembre) dal direttivo di Corso Italia, che ha concluso così un primo round pre-congressuale con l'ok al regolamento e la calendarizzazione della convention, che sarà dedicata ai "Diritti e al lavoro oltre la crisi". Ci sarà tempo fino al 20 di questo mese per presentare emendamenti o nuovi documenti. Toccherà poi al prossimo direttivo, convocato per il 23 novembre, aprire ufficialmente la stagione congressuale. "Sarebbe stato meglio un congresso unitario, perché le condizioni dei lavoratori richiedono di affrontare unitariamente questa stagione", ha commentato Epifani, il cui mandato di segretario generale scadrà a settembre 2010. Il primo documento ha "larghissimo consenso", dice, nello specifico è stato firmato da 9/10 della segreteria confederale, da tutte e le categorie tranne 3 (Fp, Fiom e Fisac), da tutte le Camere del Lavoro tranne 3 e tutte le Federazioni regionali. La parola d'ordine del secondo documento è invece discontinuità: "La linea politica attuale - osserva il portavoce Moccia - è insufficiente per dare risposte. La crisi è strutturale e richiede un radicale cambio di passo".

 

10 novembre 2009

 

Per approfondimenti


Fonte: rassegna.it

 

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