mer
30
set
2009
LA CRISI NON HA RISPARMIATO GLI STUDI PROFESSIONALI
"La crisi ha colpito indistintamente tutti i comparti del nostro sistema economico e quello libero professionale non ne è certamente rimasto indenne. La contrazione di quasi il 30% del volume
d'affari e delle risorse umane a disposizione ne sono la prova concreta. Si tratta di un settore che rappresenta il 2,5% del Pil nazionale con il coinvolgimento di milioni di addetti e che certamente
non può essere sottovalutato o trascurato". Così Marina Calderone, presidente del Cup (Comitato unitario professioni) e del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, commenta i dati
sulla crisi del settore degli studi professionali. Un tema su cui da tempo il Cup ha posto l'accento, chiedendo, in questa fase di crisi economica, un intervento anche per il mondo delle libere
professioni. In particolare, si denuncia "la disparità di trattamento che di fatto si crea, con il decreto legge 78/2009, tra soggetti che si trovano nelle medesime condizioni, pur appartenendo a
settori diversi: una situazione poco comprensibile, al punto da poter ipotizzare un profilo di incostituzionalità". Con il provvedimento, secondo il Cup, "oltre a penalizzare i liberi professionisti,
vengono colpiti anche i dipendenti degli studi professionali".
Fonte: adnkronos.com











