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2009
EPIFANI: LA MANOVRA FINANZIARIA NON DA' SOSTEGNO ALL'ECONOMIA
22/09/2009 - Dopo l'incontro a Palazzo Chigi è molto critico il giudizio sulla legge Finanziaria 2010. Nulla sul rinnovo dei contratti della PA e nessun intervento fiscale per lavoratori
dipendenti e pensionati
Una manovra finanziaria in perfetta continuità con quella dello scorso anno: nessun sostegno all'economia e nessuna misura per l'occupazione. E' molto critico il giudizio del segretario generale
della CGIL, Guglielmo Epifani, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi convocato dal governo per illustrare alle parti sociali le linee guida della legge Finanziaria 2010.
Il governo, nel presentare la finanziaria 2010, non ha fatto numeri “ma ha detto che la manovra si muove in continuità con l'anno scorso: questo secondo me vuol dire che non si fa, anche quest'anno,
quello che sarebbe necessario fare per sostenere l'economia”, ha affermato il leader sindacale nel sottolineare come la manovra così come esposta dal ministro dell'Economia, Giulio Tremoni, faccia
“molto poco, sia in valori assoluti che in qualità, non da nessuna spinta né stimolo alla ripresa dell'economia e dell'occupazione”. Nessun cambiamento di strategia da parte del governo ora che la
crisi sembra abbia toccato il fondo. Per questi motivi la CGIL conferma il “giudizio critico” dello scorso anno “perché purtroppo non ci sono cambiamenti”.
Nella consapevolezza di aver raggiunto il fondo della crisi, questo sarebbe il momento giusto per dare “un po' di stimoli fiscali, alla domanda e ai consumi, senza tagli al settore della sanità o ai
fondi a disposizione del Mezzogiorno”, ha spiegato Epifani. Da parte sua al tavolo della Sala Verde di Palazzo Chigi la CGIL ha chiesto chiarimenti sul rinnovo dei contratti nel pubblico impiego.
“Abbiamo chiesto al governo i soldi per il rinnovo dei contratti pubblici perché allo stato non risulterebbe nulla - ha detto il segretario generale CGIL - così come non risulta alcun intervento
fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni”. Sul punto Epifani è tornato a sottolineare lo squilibrio fiscale tra lavoratori dipendenti e pensionati e il resto dei contribuenti: “E' una
situazione ingiusta e sbagliata - ha rilevato - è in controtendenza con quello che fanno quasi tutti i principali paesi europei”.
Da contraltare a questa mancanza c'è l'iniquità dettata dallo scudo fiscale varato dal governo per far rientrare i capitali dall'estero. “Non mi piace - ha sottolineato il numero uno della CGIL - è
una cosa da furbi”. A chi gli chiedeva una stima sul gettito che arriverà dalla misura, Epifani ha affermato: “Farà rientrare anche poco. Certo altri paesi chiedono per queste operazioni 5 o 10 volte
di più per consentire il loro rientro”. Ma soprattutto, ha concluso Epifani, “la lotta all'evasione richiederebbe più serietà e più coerenza”.
Fonte: cgil.it











