gio
27
ago
2009
LE RAGIONI DEL NO DELLA CGIL ALL'ACCORDO SEPARATO SULLA RIFORMA DEI MODELLI CONTRATTUALI
Da giorni stiamo assistendo ad un tentativo di forzatura del Governo rispetto alle modalità della contrattazione di secondo livello (contratti integrativi aziendali). Il ministro del Lavoro
Sacconi ha rilasciato un'intervista al "Corriere della Sera" dove di fatto chiede alle parti sociali di applicare l'accordo separato del 22 Gennaio 2009 altrimenti il governo bloccherà gli sgravi
sulle retribuzioni. Siamo ai ricatti!
In una situazione economica e finanziaria nella quale siamo straordinariamente impegnati a difendere i posti di lavoro e le aziende aprono procedure di cassa integrazione e di mobilità, ci pare
anacronistico sperare nell'espansione dei contratti di secondo livello per difendere il reddito dei lavoratori. Fermo restando che questi contratti riguardano solo il 25% dei lavoratori italiani la
situazione data renderà assai arduo concludere contratti integrativi espansivi.
Però, al di là dell'attuale congiuntura, è bene tenere presente i motivi per cui la CGIL non firmò il 22 Gennaio 2009 quell'accordo che ora il ministro Sacconi vuole sbandierare come riforma utile
per la difesa e tutela dei lavoratori.
A questo scopo vi invitiamo a leggere le ragioni del no della cgil all'accordo
separato del 22 gennaio 2009 sul nuovo modello contrattuale
dove troverete
- le ragioni del no della CGIL
- la lettera consegnata da Guglielmo Epifani ad Emma Marcegaglia il 15 Aprile 2009
- il testo dell'accordo sulla riforma dei modelli contrattuali non sottoscritto dalla CGIL
- l'accordo interconfederale per l'attuazione dell'accordo sulla riforma dei modelli contrattuali
- la piattaforma unitaria sottoscritta da CGIL CISL UIL sulle linee di riforma della struttura della contrattazione











