sab
04
lug
2009
VERTENZA MOROTTI: INDETTO STATO DI AGITAZIONE SINDACALE
Dopo le notizie apparse sui giornali a gennaio ed aprile relative alla presunta frode fiscale del Gruppo Morotti di Formigine, leader dello smaltimento e riciclo di rottami ferrosi, che hanno
messo sotto pressione proprietà e gruppo dirigente, ora è venuto il turno dei lavoratori. La disdetta aziendale del contratto integrativo e l’apertura della procedura di mobilità ha precipitato già
dallo scorso mese i lavoratori nel pieno della crisi.
Venerdì sera dopo le assemblee dei lavoratori di Modena e Bologna del gruppo, è stato proclamato lo stato di agitazione sindacale seguito dalla rottura delle trattative relative alla vertenza
riguardante il possibile licenziamento per 27 dei quasi 100 dipendenti della Morotti occupati presso gli stabilimenti di Formigine, Sassuolo e Minerbio (Bo).
La crisi che ha colpito duramente il settore acciaio si ripercuote anche sui fornitori di materia prima, cioè di rottami, e per Morotti il primo semestre 2009 ha visto quasi dimezzarsi i volumi del
materiale trattato. Proprio per questi motivi dopo oltre un mese di confronto il sindacato aveva deciso di tenere la crisi in azienda per cercare soluzioni.
Importanti passi avanti sono stati fatti, volontarietà delle uscite e cassa integrazione conquistate. Lavoratori e Filcams-CGIL non possono però accettare le discriminazioni sulle persone da
sospendere e le così pesanti riduzioni di salario che aspettano i lavoratori che saranno posti in Cig.
Lo stato di agitazione prevede anche iniziative di lotta e già a partire da martedì le assemblee dei lavoratori hanno chiesto di dare i primi forti segnali alla Proprietà e alla Direzione
aziendale.
FILCAMS CGIL Modena e Bologna











