Diverse aziende collegate ad Interauto Spa, Fincar Srl, Meb & Car Spa, Diesis Srl, Nykorfin Srl, nelle cui sedi vengono vendute e riparate autovetture Mercedes, sono a rischio.
Sono 328 i lavoratori e le lavoratrici, in gran parte nella categoria del commercio, una cinquantina i meccanici delle autofficine collegate, occupati in queste aziende.
Rispetto a tale drammatiche possibilità appaiono determinanti le scelte operate da Mercedes Benz Italia SpA.
Nei giorni scorsi la Filcams Cgil di Reggio Emilia ha richiesto all'Assessorato al Lavoro Regionale l'attivazione di un "tavolo di crisi", con l'obiettivo di ridurre al minimo gli effetti sugli
occupati, richiedendo la partecipazione di Mercedes Benz Italia, che ha, però, rifiutato il confronto.
Tale comportamento, rischia di far mancare al "tavolo di crisi" un soggetto assolutamente determinante.
I sindacati regionali CGIL del commercio e dei metalmeccanici, Filcams e Fiom Emilia Romagna, hanno anche inviato al Cancelliere tedesco Angela Merkel una lettera per sollecitare un intervento sulla
vertenza che riguarda le autoconcessionarie di Mercedes Benz in Regione (sedi a Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Ferrara, Rimini e Cesena) per cercare di salvaguardare i centinaia posti di
lavoro in pericolo.
La situazione delle autoconcessionarie Mercedes Interauto e Meb & Car della provincia di Reggio Emilia di proprietà della famiglia Santi.
Nessuna garanzia sul mantenimento dei posti di lavoro. Nessuna garanzia rispetto al pagamento delle retribuzioni a partire dal primo giugno. Nessun piano industriale, nemmeno di breve periodo.
Chiusura in tempi brevi delle filiali modenesi di Sassuolo e Vignola. Operatività ridotta ai minimi termini, Risposte evasive agli acquirenti di vetture nuove, ormai disponibili in quantità
limitate.
Sempre alla famiglia Santi fa riferimento anche la Motor Spa, concessionaria unica Ferrari e Maserati per l'Emilia Romagna, con sedi a Modena, Bologna e Parma.
Se il forte calo di autovetture vendute è il detonatore di questa crisi – ribadisce la FILCAMS di Reggio Emilia - non mancano però aggravanti tutte locali, quali il disinteresse verso una platea
complessiva di lavoratori che superano i 300 addetti in Regione e che rischiano seriamente il posto di lavoro, e la evasività di risposte sulle reali intenzioni dell'impresa.
A ciò si aggiunge la possibile revoca del mandato da parte di Mercedes, cosa che interromperebbe immediatamente ogni funzionalità di Interauto, senza peraltro garantire l'assorbimento dei lavoratori
in eventuali altre imprese.
La FILCAMS CGIL è da tempo impegnata in un difficile confronto coi vertici aziendali. In assenza di tangibili risultati è stata richiesta l'apertura di un tavolo di crisi presso la Regione
Emilia-Romagna. Ha destato stupore lo sgarbato rifiuto della casa automobilistica tedesca di partecipare al tavolo di crisi, ritenendosi del tutto estranea a tale situazione.
Della situazione generale è stata coinvolta anche la cancelliera Angela Merkel in un percorso che il sindacato ha intrapreso per cercare interlocutori credibili.
A sostegno della vertenza in atto sono state proclamate iniziative di mobilitazione anche a Reggio Emilia che si aggiungono a quelle tenutesi a Bologna e Modena nei giorni scorsi (l'assemblea dei
lavoratori ha votato un primo pacchetto di 8 ore di sciopero).
Lunedi 15 giugno - in concomitanza con lo sciopero di 4 ore e il presidio davanti ai cancelli della concessionaria in via G.B. Vico 10 –conferenza stampa alle ore 11.00 sulla gravissima situazione
del gruppo INTERAUTO.
Reggio Emilia, 13 giugno 2009
Filcams Reggio Emilia











