mar
12
mag
2009
CRISI E AMMORTIZZATORI SOCIALI: ACCORDO REGIONE EMILIA ROMAGNA DA 520 MILIONI DI EURO
Un accordo da 520 milioni che fissa gli obiettivi e i criteri per salvaguardare la base produttiva, evitare i licenziamenti e dare risposte anche ai lavoratori senza la tutela degli
ammortizzatori sociali: lo hanno siglato la scorsa settimana Regione Emilia-Romagna, UPI e ANCI regionali, organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali, ad eccezione di
Confindustria.
Il patto rappresenta uno strumento nuovo per gestire una crisi inedita e gravissima, che coinvolge tutta l’economia mondiale e che tocca pesantemente l’economia italiana e ora anche quella
dell’Emilia-Romagna. Con l’accordo si dà vita ad un sistema di gestione di tutti gli strumenti a sostegno dei lavoratori e delle aziende per affrontare la crisi, ordinari e soprattutto in deroga,
dando così risposta anche ai lavoratori nelle imprese con meno di 15 dipendenti, nelle cooperative, nei servizi, nel commercio e nell’artigianato. L’accordo gestirà il finanziamento di 520 milioni
per gli ammortizzatori sociali in deroga previsti dall’intesa Stato-Regione, tra risorse statali e regionali.
“Sono convinto che questa sia la strada migliore per superare la crisi – ha spiegato al termine dell’incontro il presidente della Regione Vasco Errani – Anche Confindustria ha dichiarato di
condividere l’impostazione e lo spirito del patto e ha apprezzato l’impegno della Regione. Ritengo che sia importante quanto ha detto la presidente Artoni, e auspico che nei prossimi giorni si creino
le condizioni perché anche Confindustria possa aderire”.
La Regione e le associazioni imprenditoriali e sindacali firmatarie si impegnano a salvaguardare l’occupazione, perseguendo soluzioni condivise anche nel caso del ricorso a procedure di mobilità ed
escludendo comunque iniziative unilaterali di licenziamento collettivo. Ci sarà dunque la possibilità di allungare il periodo della cassa integrazione ordinaria e di garantire rapidità e semplicità
degli interventi anche attraverso i pagamenti diretti da parte dell’INPS.
A livello regionale saranno attivati appositi programmi di politiche attive del lavoro diretti alla riqualificazione dei lavoratori sospesi o licenziati a seguito di crisi per favorirne il
ricollocamento occupazionale. E per contrastare il ricorso al lavoro sommerso dei lavoratori non comunitari che hanno perso il lavoro - derivante dall’attuale disciplina relativa ai permessi di
soggiorno - la Regione e le parti sociali si impegnano, attraverso la formazione e gli ammortizzatori sociali, a ricercare tutte le misure per la loro ricollocazione.
L’accordo, infine, avvia una procedura condivisa tra Regione e Province per la cassa integrazione straordinaria e la mobilità nelle aziende fino a 250 addetti con stabilimenti in una sola
provincia.
Fonte: Emilia Romagna Lavoro - www.emiliaromagnalavoro.it











