Quanto è accaduto nella provincia di Ravenna merita alcune riflessioni e deve avere tutta la nostra attenzione: la delegata, storica Rsa della filiale Ra 2 ed RLS della provincia di Ravenna,
nonché capo filiale, ha ricevuto sabato 13 dicembre 2008 la lettera di licenziamento.
Lidl la accusa di aver provocato arbitrariamente la chiusura del punto vendita, perchè in occasione dello sciopero del 15 novembre indetto dalla Filcams CGIL avrebbe modificato l'orario di lavoro, o
meglio cambiato il giorno di riposo di alcune lavoratrici con il fine di tener chiuso il Punto Vendita.
I Fatti: tutto il personale aveva dichiarato l'adesione allo sciopero, eccetto 3 persone, con le quali non sarebbe stato possibile garantire l'apertura del negozio. A quel punto, in qualità di
responsabile del punto vendita, la signora, nella massima trasparenza ed alla presenza di diverse dipendenti ha proposto alle 3 persone interessate di effettuare la prestazione lavorativa in un altro
punto vendita aperto, o di effettuare un cambio turno, o di utilizzare un giorno di ferie. Le interessate hanno optato per la seconda soluzione, inoltre l'orario di lavoro di quella filiale è stato
ulteriormente modificato successivamente nella stessa settimana anche dall'Assistente in assenza della responsabile, senza che questo abbia causato ripercussioni. Vale infine la pena ricordare che
gli orari e i giorni di riposo vengono cambiati piuttosto frequentemente, per motivazioni di ordine aziendale.
La sanzione comminata dalla Lidl, il LICENZIAMENTO, è SPROPORZIONATA ed ha come unico scopo quello di liberarsi di una persona scomoda. Le modalità sono note: con motivazioni discutibili vengono
licenziate lavoratrici sindacalizzate iscritte alla Filcams, è già la seconda volta che a Ravenna succede, sempre in prossimità del Natale. Già da tempo arrivavano segnali, aggressioni verbali ed
atteggiamenti atti a ripristinare l’ordine e reprimere comportamenti solidali o sindacali. Quelle che parlano e non accettano di essere strumenti dell'azienda, che hanno il coraggio di informarsi dei
propri diritti e farli valere e non intendono subire qualsiasi tipo di pressione vengono isolate e con il primo pretesto licenziate. Sono persone scomode per l'Azienda, meglio liberarsene il prima
possibile.
Tanti passi in avanti sono stati fatti con l'aiuto e l’energia e la tenacia di questa Rsa, assieme abbiamo portato il sindacato dentro le filiali e siamo una delle province più sindacalizzate. Le
delegate ed i delegati della Lidl Italia hanno intrapreso, ormai da anni, una battaglia per il rispetto dei diritti e delle persone, anche con momenti di forte conflittualità. Alla signora licenziata
esprimiamo tutta la nostra solidarietà, e ci stiamo attivando con tutte le iniziative di tutela sindacale e legale affinchè vengano riconosciuti i suoi diritti. Auspichiamo che l'Azienda voglia
riconsiderare la propria posizione, in caso contrario avvieremo iniziative di lotta a sostegno della lavoratrice.
Filcams Cgil Ravenna
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Commenti: 11
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#1
Piena solidarietà alla compagna della LIDL licenziata per rappresaglia dalla Direzione aziendale della catena tedesca.
Ancora una volta, quanto lo sciopero coinvolge il punto vendita e quindi blocca la produzione LIDL perde la pazienza e reagisce licenziando la delgata. Una scelta che come diceva "Cesare" colpisci una per "istruire le altre lavoratrici".
Per la LIDL lo sciopero è sopportabile solo se non intacca gli interessi aziendali.
Come Filcams Cgil del Trentino nel mentre esprimiamo la nostra vicinanza morale e sindacale alla lavoratrice chiediamo che da parte della Filcams Nazionale convochi immediatamente il coordinamento nazionale della LIDL per decidere la necessaria risposta sindacale. Una risposta che deve coinvolgere, in un'unica iniziativa comune di tutte le LIDl di Italia.
Facciamo un LidlDay contro la protervia di questa Direzione, dichiariamo uno grionata di mobilitazione con scioperi, volantinaggi, assemblee con la popolazione, coinvolgimento dei clienti, degli Enti locali ecc.per dire denunciare pubblicamenti quuesti atteggiamenti inaccettabili della LIDL e per dire a grande voce che la rappresaglia non può trovare cittadinanza ne fra i lavoratori ne fra i cittadini consumatori.
Ezio Casagranda - Filcams Trento -
#2
Sono un capo filiale lidl e rimango sconvolto da queste affermazioni, in sette anni che lavoro alla lidl non mi è mai stato negato nulla,la ditta è sempre stata a disposizione per qualunque richiesta.A volte basta fare il proprio lavoro e non cercare sempre l'appiglio per dare la colpa alla ditta.Io sono fiero di lavorare per una ditta come la lidl,ah dimenticavo: il mio stipendio è di 1700,00 euro netti al mese per 38 ore settimanali. Se uno sa fare il proprio lavoro e sa dirigere i dipendenti non c'è bisogO dei straordinari( che se accordati con la ditta vengono retribuiti adeguatamente.Quindi almeno di lamentarvi fate il vostro lavoro.
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#3
Evidentemente sei molto fortunato, ma non è stato così per la tua ex collega di Ravenna... il solo fatto di informarsi, o iscriversi ad un sindacato, o aderire ad uno sciopero non può essere elemento di discrimine per nessun lavoratore e tanto meno può condurre al licenziamento.
Questa è una cosa gravissima!
Se tu pensi che l'azienda possa decidere quando un lavoratore diventa troppo "ingombrante" è un tuo problema, per me non può essere così.
Lo sciopero a cui ha aderito la tua ex collega rivendicava la necessità di consultare tutti i lavoratori sul rinnovo del contratto nazionale dopo che CISL, UIL e Confcommercio hanno sottoscritto un pessimo accordo. La tua ex collega ha scioperato per rivendicare il diritto di esprimere un giudizio su questo accordo e per dare anche a te la possibilità di farlo. Una cosa che è davvero sconvolgente è constatare che a te non interessa poter esprimere un parere su una cosa che ti riguarda direttamente.
Ti augurio che LIDL non cambi mai idea su di te, perché è possibile che in quel momento anche tu cambierai idea su LIDL, ma sarà molto probabilmente troppo tardi... -
#4
Buongiorno,
Sono nella grande distribuzione da più di un quinquennio ho già cambiato azienda due volte e ho 29 anni. Attualmente sono store manager per un'importante azienda italiana con uno stipendio di più di 2000 euro netti mensili giustificati probabilmente da una granda volontà, dalla voglia di imparare e soprattutto da un instancabile forza di fare le cose bene ed in maniera propositiva.
Sono stato contattato più volte dalla Lidl per ricoprire il ruolo di capo settore.
Non mi fermo mai alla prima opinione ma avendo navigato su più di un sito non accreditato dalla stessa ditta posso dire solo una cosa: meno male che il mio diniego verso Lidl è sempre stato perentorio.
La gestione ancor prima del personale ma bensi della persona nel mondo del lavoro deve essere ben altra cosa.
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#5
Il licenziamento mi sembra in perfetto "stile lidl".
L'azienda è nota per questo, ed avendoci lavorato per quasi due anni posso confermare che si tratta di una tattica usata in più occasioni. Purtroppo poche persone hanno il coraggio di rivolgersi ad un sindacato o ad un avvocato del lavoro.
Ritengo il commento di Nicola privo di fondamento e fuorviante: i capi filiale in lidl sono inquadrati come 1 livello del contratto del commercio e la paga parcepita netta è decisamente inferiore a quella scritta.
Inoltre le ore lavorate, come sa chiunque ha lavorato in lidl sono ben oltre le 38, benchè l'azienda non le retribuisca. -
#6
Ti sbagli Michele, solo x dovere di cronaca, un capo filiale prende 1.700 euro se non 1.800 in quanto ha un superminimo di 400 euro, e io che sono Assistente ne prendo 1.590 circa con 250 euro di superminimo, solo x dovere di cronaca!
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#7
E poi 38 non se ne fanno mai, ma io (parlo x me) come cmq il mio capo filiale, al max ne facciamo sulle 45 a settimana se serve.. non di più, come funzione nelle grandi città non so, ma nei paesini sto sfruttamento non c'è. Saluti
-
#8
x samuele
ti rispondo io, nelle grandi città di ore te ne fai anche 90! per poi venire accusato di lavorare troppo perchè sei incapace...non perchè non ti danno le ore e ti fanno girare a 420 di produttività!poi dipende anche dalla direzione regionale...e purtroppo a volpiano nell ultimo anno le cose son cambiate! IN PEGGIO!...adesso abbiamo l'ex parà...ci sono teste che rotolano ovunque...come si fa a lavorare così?sempre sotto minaccia di licenziamento!non accettate di diventare capo filiale!rimanete commessi!non fatevi allettare dallo stipendio,non ne vale la pena...se dividete stipendio/ore... si guadagna circa tre euro l'ora..e appena superate i trenta o poco più...un bel calcio nel c...! -
#9
x michele..
io pure sono nella dr di volpiano ma io tutte ste cose che segnali tu non le vedo.. cmq io da assistente sto bene x ora, e tu dici che si prende 3 euro l'ora facendo il calcolo da cf (prendendo 1700 euro) e invece chi è padre di famiglia e guadagna si e no 1000 euro che dovrebbe dire... io preferisco essere il primo te non so... non è una polemica con te sia chiaro.. -
#10
ok
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#11
io sono una commessa specializzata lidl, specilizzata a prenderlo in quel posto! siamo sempre sotto pressione, non possiamo nenche stare male perchè non ci sono le ore per sostituirci anzi, mi hanno proprio detto che mi ammalo cambiano tutti i responsabili. Ti costringono a rimanere ore in più senza essere pagati perchè ti accusano di essere degli incapaci, e se non ti va bene "quella è la porta". Colleghi ribelliamoci!
