mar

14

ott

2008

ACCORDO SEPARATO DEL COMMERCIO: UNA STRADA LUNGA E TORTUOSA

E' quanto emerso dalla discussione nel direttivo regionale allargato che la Filcams CGIL dell'Emilia Romagna ha tenuto oggi (14/10/2008) a Bologna alla presenza del Segretario Generale Filcams Nazionale Franco Marini.

 

In una sala gremitissima di delegati e quadri sindacali Valter Sgargi, il Segretario Generale della Filcams Emilia Romagna, ha tratteggiato la situazione in cui si trovano tutti i lavoratori del commercio. Lo scopo non è stato quello di capire cosa è successo, bensì, partendo da quanto accaduto, definire le strategie per uscire dalla situazione creatasi tenendo conto del contesto più ampio in cui ci troviamo. Da qui i ragionamenti legati all'innegabile difficoltà dell'economia che certamente non semplifica la nostra azione. La constatazione che il calo di consumi dovrebbe portare le aziende a rivedere le strategie di crescita e di sviluppo non deve restare patrimonio delle sole aziende, ma deve essere sprone per il sindacato per elaborare idee e proposte. Peraltro proprio questo tema è stato affrontato in diversi interventi che si sono susseguiti nel pomeriggio dove si è segnalata la necessità di ripensare il settore alla luce anche dell'impatto sociale ed ambientale che il modello attuale degli ipermercati produce nei territori e nelle famiglie.

Detto questo il nocciolo della relazione si è sviluppato sull'asse delle iniziative future e delle ricadute che queste potrebbero avere sulla vertenza. Sgargi si è soffermato brevemente sulla necessità già da domani (15/10/2008) di verificare nell'incontro con Confcommercio la possibilità di riaprire il tavolo, sapendo che questa potrebbe essere una strada che non porta a nulla. Da qui allora prepararsi per un impegno grande, forte e condiviso per far riuscire lo sciopero del 15 Novembre 2008. Questo evento non potrà ritenersi conclusivo, ma semmai dovrà essere interpretato come la prima azione di lotta in un contesto che si potrebbe protrarre per parecchi mesi.

Lo sciopero quindi deve riuscire! E' realistico pensare che questa iniziativa avrà tutta l'attenzione delle controparti e non può e non deve fallire. Con questa iniziativa si chiederà la ripartura del tavolo ed in assenza di questa situazione la possibilità di andare al voto definendo modalità unitarie di consultazione dei lavoratori. Purtroppo l'esperienza che stiamo vivendo in queste settimane mostra che neppure nel contratto del commercio cooperativo, dove la firma è stata unitaria, Fisascat e Uiltucs si stanno rendendo disponibili alla consultazione dei lavoratori. Questo atteggiamento rende quindi poco credibile che sul contratto del terziario le due organizzazioni del commercio di CISL e UIL siano disponibili alla consultazione.

Da qui la necessità quindi di avviare a livello aziendale tutte le possibili vertenze per contrastare i contenuti dell'accordo separato. Si deve cioè portare lo scontro nelle aziende ragionando della non applicazione delle norme che non condividiamo e pure della possibilità di anticipare nel tempo alcune delle tranche definite nell'accordo separato.

Questa strada va percorsa anche unitariamente, ove possibile. Si deve in pratica attivare un meccanismo che possa aumentare la democrazia nei luoghi di lavoro contrastando l'impostazione delle altre sigle sindacali che invece ritengono superfluo un percorso di consultazione democratica.

Nell'ambito della relazione Sgargi si è poi soffermato sulla vicenda parallela che ha portato anche Confesercenti a firmare un accordo fotocopia. Questa situazione, soprattutto in una regione come l'Emilia Romagna dove Confesercenti ha un peso rilevante, deve portare ad una iniziativa specifica nei confronti di questa associazione datoriale che partendo da richieste diverse ha poi sposato completamente le tesi di Confcommercio.

 

Come accennato gli interventi che si sono susseguiti nel corso del pomeriggio hanno abbracciato tutti i temi affrontati nella relazione. In alcuni casi, con accenti diversi, hanno posto questioni sul contratto della cooperazione, piuttosto che sulla nostra partecipazione agli enti bilaterali, ma soprattutto sulla necessità che ci sia chiarezza del cosa si vuole fare e del dove si vuole andare.

 

Le conclusioni di Martini non hanno eluso le questioni poste. Partendo dal presupposto che la situazione creatasi a Luglio nel commercio diventa molto simile alla situazione che si sta verificando a livello confederale, il Segretario Generale ha detto che l'unco modo per uscire da questa situazione è fare un salto di qualità. Che significa capire, ma successivamente anche indicare, come gestire i rapporti unitari. Dobbiamo riempire le nostre iniziative di contenuti e questo diventa tanto più necessario ora per evitare di farsi isolare. L'iniziativa del 15 Novembre 2008 è il primo passo, ma a questo ne devono seguire altri che abbiano lo scopo di raggiungere gli obiettivi che ci poniamo. E' necessario avere il senso della prospettiva ed attrezzarsi per reggere la situazione che potrebbe prolungarsi financo alla conlusione dell'accordo separato (Dicembre 2010).

Si deve quindi trovare il modo per parlare all'intero paese e non solo ai lavoratori del commercio, segnalando che uno Stato dove la pratica democratica viene accantonata è uno Stato che deve preoccupare tutti, non solo i lavoratori del commercio. Dovremo utilizzare la ricerca delle regole condivise e quindi della democrazia ne luoghi di lavoro per evitare che ci isolino. Sapendo che se si vota e la maggioranza dei lavoratori fosse favorevole a questo accordo separato la Filcams dovrebbe apporre anch'essa la firma su quell'accordo. Il problema però, ad oggi, è che la consultazione unitaria non ce la faranno fare ed è ben strana la situazione nella quale due organizzazioni sindacali, che ritengono di rappresentare meglio di noi i lavoratori, poi non vogliano sottostare alla pratica democratica della loro consultazione.

Bisogna quindi agire per cercare di smontare la situazione anche tramite la contrattazione territoriale, dove si riesce, o aziendale. Questa azione negoziale deve avere la prerogativa di incidere nelle aziende sull'organizzazione e sugli orari di lavoro. Ma in questo ambito si deve anche procedere alla richiesta di erogazioni anticipate rispetto alla calendarizzazione sottoscritta da Confcommercio, Confeserceti, Fisascat e Uiltucs.

Si deve però avere ben presente che nel fare questo dobbiamo anche porci l'obiettivo di intercettare gli apprendisti sapendo che la semplice negazione della validazione negli enti bilaterali dei loro nuovi rapporti di lavoro ci potrebbe esporre alla strumentale considerazione che noi rappresentiamo solo alcuni lavoratori e neghiamo il lavoro ai giovani. Purtroppo non esiste una risposta certa, l'iniziativa che ci apprestiamo a fare ha una copertura giuridica che ci consente di validare certamente quei rapporti di lavoro da apprendisti che rispettano le norme del precedente CCNL sottoscritto il 2 Luglio 2004. Và poi rimarcato che bisogna anche dire con forza che la bilateralità come noi la intendiamo è uno strumento che storna risorse dei lavoratori per erogare loro delle prestazioni e non può e non deve diventare qualcosa di diverso.

Infine laddove le altre sigle sindacali stanno operando per nominare le RSA si deve agire per arrivare all'elezione delle RSU. Anche questo sarà elemento che ci aiuterà a non farci isolare ed a praticare la supremazia della democrazia nei luoghi di lavoro.

 

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