Lo ha detto oggi Guglielmo Epifani nella relazione fatta al comitato direttivo nazionale della CGIL ed ha aggiunto che "dobbiamo rilanciare la nostra piattaforma unitaria e chiedere formalmente l'allargamento del tavolo di confronto alle altre rappresentanze datoriali".
Il motivo di questa considerazione sta nel fatto che il documento presentato dagli industriali non è coerente ed è inadeguato. Per questo Epifani ritiene sia necessario ripartire nella trattativa
solo se si riporterà la piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil al centro.
Epifani ha spiegato che è necessario allargare il tavolo di confronto ed ha aggiunto che "se non si fa così, arriveremmo al rischio di avere quattro o cinque modelli contrattuali secondo i settori,
cosa che determinerebbe un dumping sociale molto grave, con la corsa alla tipologia contrattuale più conveniente, in una fase di profonde riorganizzazioni aziendali e settoriali profonde".
Naturalmente, aggiungiamo noi, perché anche Confcommercio e Confesercenti possano sedersi a quel tavolo è necessario che si risolva l'anomala situazione che ha portato queste due organizzazioni
datoriali a sottoscrivere solo con CISL e UIL un accordo separato del commercio.
Ed a rimarcare la situazione attuale verificatasi nella trattativa per la riforma del modello contrattuale e quella che si è creata nel rinnovo del contratto del commercio a luglio Epifani ha ricordato a Cisl e Uil che "in ogni caso le trattative si fanno sulla base delle piattaforme presentate e non delle risposte della controparte a esse".
Epifani ha concluso dicendo che "noi lavoriamo e continueremo a lavorare tenacemente all'unità sindacale. Se si muove da sola, la Cgil lo fa perché, tentate tutte le strade possibili, considera necessario che ci sia chi si batte per le riforme, a favore dei precari, dei pensionati, delle categorie più deboli. Non si possono fare insieme le piattaforme e poi dimenticarle o prenderne solo alcuni aspetti."











