mar

02

set

2008

CONFESERCENTI: UNA TRATTATIVA FINTA

La firma che Confesercenti ha apposto su questo accordo separato ha un sapore assai acido che sorprende per tempistica e per contenuti. Si deve infatti ricordare che questa associazione, nell'arco dei 18 mesi di trattativa, aveva mantenuto le distanze da quelle richieste e da quegli atteggiamenti che invece avevano caratterizzato le iniziative della Confcommercio. Con il senno di poi dobbiamo aggiungere apparetemente, come pura apparenza si è dimostrata nei fatti la trattativa al tavolo di Confesercenti. Infatti oggi constatiamo che Confesercenti ha sfruttato la ragionevolezza delle  rivendicazioni sindacali per evitare gli scioperi di Novembre e Dicembre 2007, ma ha poi fatto proprie le tesi presenti nell'accordo separato sottoscritto qualche giorno prima da Fisascat, Uiltucs e Confcommercio.
Questo atteggiamento segnala l'assenza di autonomia di questa associazione e dimostra che evidentemente la trattativa dei 18 mesi è stata assolutamente inutile. Una perdita di tempo che ha portato alla firma di un contratto marginale i cui contenuti non sono mai stati richiesti nell'arco di tutta la trattativa da parte di Confesercenti, ma derivano direttamente ed unicamente dalle richieste di Confcommercio.

A questo va aggiunto che l'aver liquidato telefonicamente la Filcams, la sigla sindacale largamente più rappresentativa nelle aziende che applicano il contratto del terziario Confesercenti, dalla parte conclusiva della trattativa è un atto grave che dimostra evidenti limiti e tutta l'inutilità dei mesi di trattativa precedenti. Di conseguenza la scelta di Confesercenti assume una gravità ancor superiore a quella riscontrata sul tavolo Confcommercio perché è evidente che qui la scelta della rottura è squisitamente politica di accodamento alla Confcommercio a prescindere dal merito contrattuale.

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